Castello di Semivicoli: un’esperienza tra storia, architettura e gusto

24

Dic 2025

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Tra le colline abruzzesi, il Castello di Semivicoli si presenta come una dimora storica edificata tra XVII e XVIII secolo, una residenza che da oltre trecento anni domina il paesaggio circostante, conservando intatta la propria identità originaria. Le sue mura custodiscono ancora oggi tracce autentiche del tempo: ambienti restaurati con rigore, materiali antichi e dettagli architettonici che restituiscono una storia lunga, complessa e stratificata.

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L’edificio accoglie gli ospiti in undici camere diverse, dove il design contemporaneo dialoga con le architetture d’epoca senza mai sovrastarle. Ogni spazio è pensato per valorizzare l’essenza del luogo: il portico restaurato, la cappella privata, il frantoio, l’enoteca e gli ambienti produttivi che testimoniano la vocazione agricola del castello. Sono luoghi che non si limitano a essere osservati, ma che si vivono come frammenti di un tempo sospeso, lontano dalla routine quotidiana.

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Tra le camere, la Junior Suite “Monastero” è una delle più affascinanti. Silenziosa e raccolta, conserva materiali originali che mantengono vivo il respiro del passato. Il dettaglio più sorprendente è la porta interna che conduce direttamente alla chiesa del castello attraverso un passaggio sopraelevato, un tempo riservato ai nobili: un collegamento discreto che permetteva di assistere alla messa senza essere visti e che oggi continua a evocare un modo di vivere sospeso tra devozione e privilegio.

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La visita prosegue nella Bottaia del Barone, uno degli ambienti più rappresentativi della dimora. Qui il legno delle botti e la disposizione originaria raccontano il legame profondo con la tradizione vitivinicola che ha accompagnato il castello nei secoli. Poco più in basso, nel livello un tempo dedicato alla conservazione, si trova l’antica neviera: un ambiente sorprendente, utilizzato per conservare la neve e mantenere freschi gli alimenti, che aggiunge un tassello prezioso alla storia produttiva del castello.

All’esterno, il Giardino Segreto e la Vigna Antica avvolgono la proprietà in un abbraccio verde, instaurando un dialogo diretto con il paesaggio agricolo circostante. È qui che si manifesta con evidenza il contrasto cromatico tipico dell’Abruzzo, regione dalla “doppia anima”: alle spalle si stagliano la Maiella e il Gran Sasso, mentre davanti si apre l’Adriatico, con le colline verdi a fungere da cerniera naturale tra montagna e costa. Un equilibrio raro, che rende questo territorio unico, dove il verde delle colline incontra il blu del mare e il panorama a trecentosessanta gradi restituisce la sensazione di abitare un luogo sospeso nel tempo.

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La cucina di Gianni
La cucina di Gianni segue una linea precisa, fatta di coerenza e pulizia di gusto, e scorre con la naturalezza del paesaggio che circonda il castello, trasformando ingredienti essenziali in un percorso che cresce con delicatezza.

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La selezione dei vini affianca le etichette Masciarelli ad altre proposte, con abbinamenti pensati per costruire un percorso di sensazioni, più che una semplice successione di portate, all’interno del frantoio. Un’esperienza articolata in due serate, concepita come un racconto a più voci, in cui cucina, vino e territorio si intrecciano con naturalezza.

L’apertura è morbida e sapida, giocata su un equilibrio tra dolcezza e slancio, alleggerita dalla freschezza netta di una bollicina a base Chardonnay, capace di dare precisione e dinamica senza mai imporsi.
Progressivamente, le sfumature si fanno più definite, trovando un punto di armonia nella struttura lineare del Trebbiano, che accompagna i contrasti con misura e continuità.

Il percorso prosegue lungo una traccia marina, interpretata in due registri complementari: da un lato la tensione agrumata e vibrante del Pecorino, dall’altro la morbidezza più avvolgente dello Chardonnay, due letture diverse ma coerenti della stessa delicatezza.
I toni si intensificano poi in una fase più ritmica, sostenuta dalla giovane energia del Montepulciano, seguita da un passaggio più rotondo e disteso, dove la gentile aromaticità della Malvasia introduce una dimensione più meditativa.

Il finale si apre come un crescendo di sensazioni: richiami di nocciola, cacao e cristalli di sale emergono in una nota dolce e luminosa, sostenuta da un calice di Tokaji, mentre l’ultima armonia è affidata a un grande classico. Una selezione finale trova infatti compimento in un calice di Champagne, a suggellare il percorso con eleganza, in perfetto stile Champagne Chez Moi.

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È una cucina di armonia: un gesto essenziale che unisce tecnica e sensibilità, lasciando che siano gli ingredienti e il territorio che li genera, a guidare il ritmo della tavola. Piatti e vitigni si intrecciano così in un racconto del luogo, dove ogni abbinamento amplia e completa l’esperienza del gusto, unendo atmosfere d’altri tempi a un gusto contemporaneo.

Etichette degustate
  • Borgo La Gallinaccia “SeiUnoZero” Franciacorta DOCG Dosaggio Zero Millesimato 2018
  • Marina Cvetić Trebbiano d’Abruzzo DOC Riserva
  • Castello di Semivicoli Abruzzo Pecorino DOC – Masciarelli
  • Marina Cvetić Chardonnay Colline Teatine IGT
  • Tokaji Late Harvest 2021 – Château Imperial Tokaj
  • Marina Cvetić Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva “San Martino Rosso” 2021
  • Marina Cvetić Iskra Marina Abruzzo Malvasia DOC 2022  
  • Marina Cvetić Iskra Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva 2020
  • André Jacquart “Vertus Experience” Extra Brut Blanc de Blancs
L’eredità Masciarelli
L’azienda Masciarelli nasce nei primi anni ’80 dalla visione di Gianni Masciarelli, che ha creduto nelle potenzialità dell’Abruzzo quando la regione non era ancora riconosciuta come un riferimento nel panorama vitivinicolo italiano. La sua passione, quella di un uomo innovativo, tenace, studioso del vino, ha lasciato un’impronta indelebile non solo nella storia dell’enologia abruzzese, ma anche nella rinascita del Castello di Semivicoli, oggi uno dei luoghi simbolo dell’enoturismo di qualità in Abruzzo.

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Un progetto che rappresenta un vero atto d’amore verso il territorio, portato avanti dalla famiglia con la stessa dedizione e con un’attenzione costante alla qualità.

“Un dio mi ha concesso questi ozi”, scriveva Virgilio nelle Georgiche, celebrando quel tempo prezioso dedicato alla contemplazione e alla quiete. È una sensazione che qui si percepisce in ogni dettaglio: camminando tra queste stanze, dove la storia si intreccia con il paesaggio, tutto invita a rallentare, osservare, respirare.

Siamo al Castello di Semivicoli, un luogo di ospitalità e cultura, dove il tempo sembra fermarsi e l’Abruzzo mostra una delle sue espressioni più autentiche.

🔗 Scopri di più su Castello di Semivicoli e i Vini Masciarelli:
🌐 www.castellodisemivicoli.com
🌐 www.masciarelli.it/vini/castello-di-semivicoli

Tags: CastellodiSemivicoli, ViniMasciarelli