Giardino di Pietra, l’anima contemporanea della Sicilia

21

Giu 2026

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Tra agrumeti, cortili in pietra lavica e il paesaggio che unisce l’Etna al Mar Ionio, Giardino di Pietra interpreta la Sicilia attraverso una cucina che fonde memoria, territorio e sensibilità contemporanea. Qui il viaggio gastronomico nasce dal dialogo costante con la terra, con le sue stagioni e con le materie prime che ne raccontano l’identità più autentica.

L’esperienza prende forma all’interno del Castello di San Marco, storica dimora seicentesca di Calatabiano, a pochi chilometri da Taormina. Ad accoglierci sono i proprietari, la famiglia Murabito, custode di un luogo che ha saputo conservare nel tempo la propria vocazione agricola e il profondo legame con il territorio.

Il percorso inizia nell’antico palmento della tenuta, dove un aperitivo di benvenuto in perfetto stile siciliano introduce alla storia del Castello e alla filosofia che anima l’intera proprietà. Agrumi della tenuta, specialità locali e prodotti dell’isola accompagnano il racconto, offrendo fin da subito una chiara chiave di lettura dell’esperienza.

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Passeggiando tra i giardini e gli spazi della dimora si percepisce come ogni elemento contribuisca a costruire una narrazione coerente: la pietra lavica, gli alberi di limone, il ferro battuto, l’orto che alimenta la cucina. Un equilibrio che trova la sua espressione più compiuta nel ristorante Giardino di Pietra.

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A guidarne la proposta gastronomica è lo chef Giuseppe Bonaccorso, che da anni lavora alla valorizzazione delle eccellenze locali attraverso una cucina raffinata ma sempre profondamente legata alle proprie radici. Ingredienti provenienti dall’orto della proprietà e da una rete selezionata di piccoli produttori diventano il punto di partenza di una proposta che guarda al futuro senza perdere il contatto con la tradizione.

Questa filosofia emerge con chiarezza nel percorso degustazione “Hortus Secretus”, un itinerario che celebra orto, stagionalità ed eccellenze siciliane. Il menu si apre con “Essentia Autumni”, omaggio ai sapori dell’autunno che unisce zucca, funghi porcini, nocciole dell’Etna e lenticchie di Ustica. Ad accompagnarlo il Murgo Extra Brut Metodo Classico, capace di esaltare la preparazione grazie alla sua freschezza e precisione.

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Seguono la “Nuvola d’uovo” su fonduta di Ragusano DOP e tartufo nero, accompagnata dal Tenuta Regaleali Chardonnay Vigna San Francesco 2020. La cremosità della preparazione, la profondità del formaggio e le sfumature aromatiche del tartufo trovano nel vino una naturale corrispondenza, valorizzandosi reciprocamente con misura ed eleganza.

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Il viaggio prosegue con i tortelloni ripieni di castagne e zucca, serviti con fonduta di provola dei Nebrodi e jus di carrube. Ad accompagnarli è il Grappoli del Grillo 2023 di Marco De Bartoli, autentica espressione mediterranea di uno dei vitigni simbolo dell’isola. Un piatto che racconta la Sicilia agricola e contadina attraverso ingredienti semplici interpretati con eleganza.

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Il percorso continua con un croccante di verdure accompagnato da chutney di pere, valorizzato dall’Etna Rosato dell’Azienda Camuglia. Un incontro che restituisce nel calice e nel piatto tutta l’energia e la vitalità del paesaggio etneo.

Si approda infine al dessert “Dal Convento della Martorana”, ispirato a una delle più celebri tradizioni della pasticceria siciliana. Pasta reale con cuore di ricotta, salsa di arancia rossa, cioccolato bianco e capperi canditi di Salina chiudono il percorso con un omaggio ai sapori più identitari dell’isola.

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Il finale riserva uno dei momenti più originali dell’esperienza. A firmarlo è Mario Cutroneo, sommelier del Castello di San Marco e ideatore del celebre Carrello degli Amari. Con “L’Indigeno a modo mio”, il tradizionale digestivo di fine pasto si trasforma in un rito sensoriale preparato direttamente davanti all’ospite. L’arancia essiccata e il mandarino richiamano gli agrumeti della tenuta, la cannella di Ceylon aggiunge eleganza aromatica, mentre anice stellato, petali di rosa damascena ed essenze agrumate completano un profilo che unisce territorio, memoria e creatività.

Il risultato è un’esperienza capace di andare oltre la tavola, coinvolgendo l’ospite in un racconto che intreccia gastronomia, natura e ospitalità. Abbiamo scoperto Giardino di Pietra e il Castello di San Marco in autunno, una stagione che ne esalta il fascino più autentico e raccolto. Proprio per questo resta la curiosità di tornare nei mesi estivi, quando la vita della tenuta si apre completamente tra giardini, agrumeti, mare, ospitalità e gastronomia. Se l’esperienza autunnale ci ha conquistato per eleganza e armonia, siamo certi che l’estate saprà offrire una prospettiva diversa ma altrettanto affascinante, capace di sorprendere l’ospite in ogni dettaglio.

Tiziana Mirabella 

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Tags: Castello di San Marco, Giardino di Pietra