Louis Roederer, 250 anni. Créer, c’est aimer

27

Ago 2026

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Due secoli e mezzo di storia celebrati a Reims attraverso il vino, l’arte, la fotografia, la musica, la danza e la cucina. Per i suoi 250 anni Louis Roederer ha scelto di raccontare soprattutto ciò che unisce le generazioni, le persone e i luoghi della Maison. Un pensiero riassunto in tre parole: “Créer, c’est aimer”.

Nel 2026 Louis Roederer celebra 250 anni di storia. Un anniversario che Frédéric Rouzaud, rappresentante della settima generazione familiare, interpreta innanzitutto come un legame con coloro che hanno costruito la Maison prima di lui: Louis Roederer, che nel XIX secolo le diede il proprio nome e un impulso decisivo; Camille Olry-Roederer, protagonista della sua rinascita nel Novecento; Jean-Claude Rouzaud, che ne approfondì l’ambizione qualitativa e viticola; e, insieme a loro, tutte le donne e gli uomini che dal 1776 hanno contribuito alla sua evoluzione.

È da questa idea di trasmissione che nasce “Créer, c’est aimer”, il pensiero scelto per accompagnare l’anniversario.

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Per Rouzaud il tempo, in Louis Roederer, è una “materia viva”: il tempo della vigna, dell’osservazione, dell’attesa, della trasmissione e della creazione. Una visione indissociabile dall’indipendenza familiare della Maison, perché è proprio questa indipendenza a consentire di sottrarsi all’immediatezza e preservare libertà nelle scelte.

“Creare un grande vino significa amare la terra che lo genera, amare la vite, amare i gesti pazienti che l’accompagnano, amare le donne e gli uomini che vi dedicano il proprio talento”, afferma Rouzaud.

È questo il filo che attraversa due secoli e mezzo di storia.

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Fondata a Reims nel 1776, Louis Roederer è oggi una delle rare grandi Maison di Champagne ancora familiari e indipendenti. Nel 1833 Louis Roederer ereditò la Maison e le diede il proprio nome; nel 1841 iniziò ad acquistare direttamente vigne sui migliori terroir della Champagne, partendo da Verzenay. Una scelta allora visionaria, nata dalla convinzione che la qualità di un grande vino dovesse essere costruita innanzitutto nella vigna.

Oggi la proprietà comprende 250 ettari, essenzialmente nei Premier e Grand Cru della Montagne de Reims, della Vallée de la Marne e della Côte des Blancs, suddivisi in oltre 420 parcelle. Di questi, 135 ettari sono certificati in agricoltura biologica, il più vasto vigneto certificato bio della Champagne. È la continuità di una filosofia che Jean-Baptiste Lécaillon, Chef de Caves e responsabile del vigneto, ha progressivamente orientato verso una viticoltura sempre più attenta alla vitalità dei suoli, alla biodiversità e alla resilienza della vite.

Per celebrare questo patrimonio, Roederer ha scelto di far dialogare vigne, vini e memoria familiare con la creazione contemporanea.

Reims, il racconto prende vita
A Reims si sono riuniti oltre 600 ospiti provenienti da tutto il mondo, tra collaboratori, partner, clienti e personalità del vino e della cultura.

Uno dei momenti centrali è stato Créer, c’est aimer, il Live Magazine, presentato al Centre des Congrès: un racconto dal vivo costruito attraverso parole, immagini, fotografia, musica e danza. Tra i protagonisti si sono alternati, fra gli altri, Peter Liem, Barbara Iweins, Jean Boucault e Johnny Rasse, Oan Kim, Mathieu Ganio, Alice Renavand, Lee Shulman e Aurélie Sfez.

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L’incontro fra linguaggi differenti restituiva la stessa idea che attraversa l’anniversario: memoria e presente non come mondi separati, ma come parti di una storia ancora capace di generare qualcosa di nuovo.

L’Hôtel Particulier, arte e memoria
La celebrazione è proseguita nell’Hôtel Particulier Louis Roederer di boulevard Lundy, la dimora della famiglia a Reims, dove l’artista Bianca Bondi ha realizzato un’installazione immersiva concepita per l’anniversario. Sviluppata dal pavimento al soffitto, l’opera trasformava gli ambienti in un paesaggio onirico e organico, attraverso materiali e cristallizzazioni in continua evoluzione, evocando quel tempo lungo che appartiene anche all’elaborazione del Cristal. Il 27 e 28 giugno la Maison ha eccezionalmente aperto la dimora al pubblico, prima dei lavori che ne accompagneranno la futura trasformazione.

Lee Shulman, fotografo e regista britannico fondatore di The Anonymous Project, ha creato Family Matters, raccogliendo fotografie personali di collaboratori, vigneron, artigiani, partner e amici della Maison. Riunite in una grande vetrata luminosa, le immagini compongono un ritratto collettivo di Louis Roederer attraverso le persone che ne condividono la storia. Dopo le celebrazioni, l’opera troverà una collocazione permanente nel corridoio delle caves della Maison.

Le cuvée della celebrazione
Tra le espressioni scelte per i 250 anni, la selezione comprendeva Collection 247 e Carte Blanche 246, seguite da Cristal 2018, Cristal 2013 in magnum, Cristal Rosé 2014 in magnum, Cristal Late Release 2008 in magnum e Cristal Rosé Late Release 2008 in magnum.

Una sequenza coerente con il tema dell’anniversario, capace di attraversare differenti interpretazioni del tempo secondo Louis Roederer: dalla costruzione multi-millesimata di Collection all’identità di Cristal e Cristal Rosé, fino alle Late Release, dove il prolungato affinamento sui lieviti apre una prospettiva differente sull’evoluzione del vino.

Non si trattava quindi soltanto di mettere a confronto età diverse, ma di osservare i differenti modi attraverso i quali Roederer costruisce il rapporto fra vino e tempo.

È soprattutto con Cristal Late Release 2008 che questo tema assume un significato propriamente enologico. Per Jean-Baptiste Lécaillon, il 2008 rappresenta una delle espressioni di riferimento della cuvée, quello che lo Chef de Caves ha definito il "Cristal of Cristals": un millesimo nel quale intensità, precisione, energia e profondità sembrano ricondurre il vino alla sua essenza.

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Nella lettura di Lécaillon, infatti, il tempo non agisce sul vino secondo una progressione indefinita. Esiste inizialmente un tempo di addizione, durante il quale l’affinamento costruisce complessità, profondità e dimensione; arriva poi un momento in cui il processo può trasformarsi in sottrazione, quando alcune componenti cominciano a perdere definizione. Il lavoro della cantina consiste allora non semplicemente nel prolungare l’attesa, ma nel comprendere fino a quale punto il tempo possa accrescere il vino preservandone energia e identità.

Il lungo affinamento sui lieviti delle Late Release deve essere letto anche in questa prospettiva. Nel Cristal 2008, il poignettage effettuato prima del remuage, rimettendo delicatamente in sospensione i lieviti, partecipa a questa ricerca, favorendo un’ulteriore interazione tra il vino e le lies prima del dégorgement.

Ma per Lécaillon l’origine del Cristal rimane innanzitutto il vigneto. "L’enfant de la craie", il figlio della craie: così lo descrive, riportando la cuvée alla matrice calcarea dei suoi terroir. È nella relazione tra radici, suolo e sottosuolo che Roederer ricerca quella combinazione di salinità, energia e precisione che costituisce una delle firme del Cristal.

Anche la progressiva conversione dei vigneti verso pratiche biologiche, biodinamiche e rigenerative assume allora un significato più profondo: non la semplice applicazione di un modello agronomico, ma il tentativo di rendere sempre più leggibile l’espressione del luogo, soprattutto di fronte a un clima che sta modificando gli equilibri storici della Champagne.

Il tempo della bottiglia torna così al tempo della vigna: dalla craie alla vite, dall’uva al vino, dal vino ai lieviti. Un percorso che restituisce al tema scelto per l’anniversario una dimensione concreta, viticola ed enologica.

Cristal 2008 Late Release Magnum
Il dégorgement è avvenuto nel marzo 2022, dopo tredici anni di affinamento sui lieviti, con un dosaggio di circa 7 g/l. La particolarità di questa Late Release risiede dunque nella prolungata permanenza sur lies, alla quale sono seguiti quasi quattro anni di ulteriore riposo nelle cantine di Reims prima della commercializzazione.

Cristal 2008 conserva una giovinezza sorprendente. Luminoso, fresco e verticale, rivela una struttura importante, perfettamente bilanciata dalla componente minerale. La tessitura è finissima e l’intensità notevole; una profonda dimensione umami ne accresce ampiezza e complessità, mentre la maturità del frutto si intreccia alla forza della craie. La salinità accompagna progressivamente lo sviluppo, conducendo verso un finale lunghissimo, puro e di grande precisione. Un Cristal di straordinaria eleganza, nel quale forza e delicatezza trovano una sintesi naturale.

Cristal Rosé 2008 Late Release Magnum
Cristal Rosé 2008 nasce da un assemblaggio di 54% Pinot Noir e 46% Chardonnay; la fermentazione malolattica interessa il 16% dei vini, mentre il 17% è vinificato in foudre di rovere troncoconici. Il dégorgement è avvenuto nel marzo 2022, dopo tredici anni di affinamento sui lieviti, con un dosaggio di circa 8 g/l. Da allora, il vino ha proseguito la propria evoluzione per quasi quattro anni nelle cantine della Maison.

È uno Champagne di grande purezza e verticalità, nel quale la ricchezza del Pinot Noir incontra la precisione dello Chardonnay. Il frutto mantiene una freschezza sorprendente e una notevole luminosità espressiva; la trama, sottile e raffinata, è sostenuta da una materia profonda e perfettamente definita. La craie imprime ritmo e slancio, mentre la salinità percorre l’intero sviluppo e acquista intensità fino a un finale lunghissimo e di eccezionale persistenza. Sontuoso per profondità, Cristal Rosé 2008 conserva una finezza quasi impalpabile, in un equilibrio magistrale tra energia, eleganza e delicatezza.

Il 2026 coincide inoltre con i 150 anni dalla creazione del Cristal, nato nel 1876 per lo zar Alessandro II, e con i 15 anni della Fondation Louis Roederer. Tre ricorrenze – i 250 anni della Maison, i 150 anni di Cristal e i 15 anni della Fondation – che Roederer ha scelto di non separare, considerandole espressioni differenti di una medesima storia, legata al tempo, alla trasmissione e alla capacità di continuare a creare.

A dialogare con gli Champagne è stata la cucina di Philippe Mille, con un percorso concepito in armonia con le cuvée servite e con le diverse espressioni creative che hanno accompagnato l’evento.

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Continuare a creare
I 250 anni di Louis Roederer raccontano così una storia che continua a evolvere, mantenendo saldi indipendenza, identità e legame con le proprie origini. Come scrive Frédéric Rouzaud, "la più bella maniera di essere fedeli al nostro passato è continuare a creare".

Créer, c’est aimer.

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Tiziana Mirabella 

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Tags: Louis Roederer, Cristal, Cristal Rosé