L’Etna è un territorio in continuo movimento. La sua terra è un mosaico di sabbie laviche, ceneri e pietre scure che si trasformano costantemente, donando ai vini una mineralità nera, profonda e inconfondibile. Il versante sud, soleggiato e influenzato dalla vicinanza del mare, riflette pienamente questa natura mutevole: il suolo cambia colore e consistenza nel giro di pochi metri. È un territorio che non concede uniformità. Ogni tratto di terreno, anche a breve distanza, racconta una storia diversa, e ogni annata diventa inevitabilmente un capitolo nuovo.
Eppure, dentro questa varietà continua, esiste un filo che unisce tutto: la qualità unica che il vulcano impone, sempre, anche quando è imprevedibile. Non è mai standardizzata. Nasce da un equilibrio instabile tra altitudine, venti, luce e ceneri vulcaniche, un equilibrio che dona ai suoi frutti una personalità riconoscibile, spesso tagliente e vibrante, in costante evoluzione.
IMG_0357.jpg1.37 MB Osservare, comprendere, adattarsi Serafica nasce e lavora dentro questa realtà etnea in trasformazione. La natura detta condizioni diverse ogni anno, e l’azienda le affronta con un approccio concreto: osservare, comprendere, adattarsi.
È una giovane realtà, ma con radici profonde. La famiglia lavora queste terre da generazioni e il progetto prende avvio dall’olio. Gli uliveti, distribuiti tra Nicolosi, Ragalna e Santa Maria di Licodia, rappresentano il primo tassello di questo percorso. Qui nasce un extravergine che riflette la Nocellara Etnea e le condizioni del versante sud, segnato dal mare e da altitudini che raggiungono i mille metri.
Accanto agli uliveti è cresciuta la parte dedicata al vino, sviluppata con lo stesso approccio essenziale: osservare il territorio e lavorare senza forzature. L'azienda possiede sia il frantoio sia la cantina, una scelta che consente di seguire l’intero percorso produttivo, dall’oliva al vino, senza delegare passaggi esterni. Un’impostazione che rispecchia la loro filosofia: controllare ciò che è essenziale, semplificare il resto.
ABF24BB0-7728-458A-8E31-BD1EE34DD18A.JPG1.54 MB Luoghi, visioni e interpretazioni del vulcano
Serafica racconta l’Etna attraverso tre percorsi, nati da luoghi e visioni diverse del vulcano.
Versante Sud rappresenta l’anima più diretta delle vigne storiche della famiglia. Qui si trovano due parcelle: la vigna di Nerello Mascalese nella caldera di Contrada Monticelli e la vigna ad alberello di Contrada Monte Arso, a quasi 900 metri di altitudine, con pendenze importanti. In queste zone convivono uve bianche e rosse, dal Carricante ai vitigni reliquia, che conservano la memoria agricola del versante sud e ne restituiscono un’identità precisa.
Grotte nasce dall’idea di raccontare l’eleganza minerale dell’Etna attraverso uno dei suoi elementi più distintivi: le grotte vulcaniche. Luoghi che custodiscono la storia geologica del vulcano e la sua natura irregolare. Dare loro il nome dei vini significa riconoscere l’unicità di questo paesaggio e il legame profondo tra suolo, roccia e vino.
Mirantur guarda invece al rapporto tra il vulcano e il mare. È una linea che nasce dall’immagine dell’Etna che degrada verso l’orizzonte marino, un punto di vista che unisce forza e apertura, intensità e luminosità. È la Sicilia vista da Serafica: un territorio ricco di contrasti, dove il vulcano resta sempre il riferimento.
IMG_0327.jpg1.37 MB In tutte e tre le linee, il filo conduttore è lo stesso: lavorare con vitigni autoctoni e lasciare che siano suolo, altitudine e annata a definire il carattere dei vini.
Vini in degustazione
Serafica Mirantur Spumante Rosé
Nerello Cappuccio
Mirantur, dal latino “meravigliarsi”, introduce il percorso con un rosé che sorprende per immediatezza e tensione. All’olfattiva emergono subito note di crosta di pane, seguite da un profilo agrumato netto di pompelmo rosa e da una traccia balsamica che ne rafforza la freschezza. Al palato il sorso è vivace, dinamico, sostenuto da una mineralità incisiva che accompagna la progressione gustativa, lasciando una sensazione di energia e pulizia.
Serafica Mirantur Bianco 2022
Catarratto
All’olfattiva il vino si presenta armonioso, con una componente burrosa ben integrata che non copre, ma amplifica il registro aromatico. Emergono spezie dolci, richiami di zucchero cotto e un profilo floreale che dona slancio. Al palato la struttura è avvolgente, equilibrata, con una chiusura segnata da un leggero amaro che asciuga e allunga il sorso, mantenendo tensione e bevibilità.
Grotta della Neve, Etna Bianco DOC 2022
Carricante
L’ingresso all’olfattiva è più leggiadro, giocato su note floreali e agrumate, con richiami di pesca e limone che si intrecciano in modo preciso, quasi didascalico nel raccontare il territorio. Al palato l’amaro nobile si apre progressivamente, diventando sempre più persistente e definito, sostenuto da una mineralità che restituisce fedelmente il carattere dell’Etna e ne prolunga la profondità.
Versante Sud Etna Bianco DOC 2021
Blend di Carricante e Vitigni Reliquia
All’olfattiva il profilo è complesso e stratificato: bergamotto, amaro agrumato, spezie, pepe, con una mineralità segnata da una patina burrosa e balsamica che ne ammorbidisce i contorni. Il registro floreale resta ben percepibile, dando ampiezza e respiro. Al palato il vino è coerente, teso, con una progressione precisa che unisce struttura e profondità senza perdere finezza.
Versante Sud Macerato 2021
Blend di Carricante e Vitigni Reliquia
(Stesso luogo e stesse uve, precedente interpretazione) All’olfattiva il cambio di lavorazione è immediato: mango, frutto tropicale, pesca, un amaro fruttato tropicale ben definito, erbe mediterranee e una speziatura in polvere scura. Al palato il sorso è liquoroso, intenso, con un amaro agrumato piccante che si prolunga in modo persistente. La chiusura è balsamica, con richiami di anice, erbe officinali, chiodi di garofano e foglia di tè, in una lettura più profonda e materica.
Grotta dei Lamponi, Etna Rosato DOC 2022
Nerello Mascalese
All’olfattiva il profilo è essenziale e pulito, con una chiara nota ammandorlata che definisce l’identità del vino. Al palato la sensazione si traduce in un sorso diretto, equilibrato, che gioca sulla precisione più che sull’opulenza, mantenendo coerenza e continuità espressiva.
Serafica Mirantur Rosso 2022
Nerello Cappuccio
All’olfattiva si sviluppa un frutto rosso amaricante, accompagnato da sensazioni di talco e iris, con una speziatura pepata che introduce una dimensione più vibrante. Al palato il vino è piccante, dinamico, con una progressione che alterna tensione e agilità, mantenendo un carattere incisivo e riconoscibile.
Grotta del Gelo, Etna Rosso DOC 2021
Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio
Rispetto al Mirantur Rosso, all’olfattiva il profilo risulta più morbido e fruttato, complessivamente più delicato, con una lieve presenza di legni orientali e aspeziature che aggiungono rotondità senza sovrastare. Al palato il sorso è più disteso, meno nervoso, con una trama più accomodante che privilegia equilibrio e continuità.
Versante Sud Etna Rosso DOC 2021
Nerello Mascalese
Qui l’espressione si fa più rigorosa. All’olfattiva emergono note piccanti e amaricanti, con una componente balsamica che anticipa la tensione del sorso. Al palato il vino è più stretto, con un tannino più vivace che asciuga maggiormente, rendendo la progressione più verticale e severa, in una chiusura asciutta e persistente.
Oli in degustazione
01 – D.O.P. Monte Etna Nocellara Etnea in purezza da un’unica particella a 1000 metri sul livello del mare. All’olfattiva esprime note erbacee accompagnate da una sensazione di freschezza profonda. Al palato l’olio è teso e deciso, con un equilibrio preciso tra amaro e piccante che restituisce energia e verticalità, chiudendo su una persistenza pulita e sapida.
03 – Biologico Nocellara Etnea in purezza da uliveti in regime biologico situati tra i 400 e gli 800 metri. All’olfattiva il profilo è intenso e naturale, con richiami di foglia d’olivo, mandorla fresca ed erbe mediterranee. Al palato mostra una struttura più rotonda rispetto al D.O.P., ma mantiene una progressione viva, con un amaro ben calibrato e una piccantezza che accompagna senza sovrastare.
04 – Tradizione Blend di Nocellara Etnea, Carolea e Biancolilla. All’olfattiva il blend rivela un’espressione più armonica e sfumata, in cui il carattere della Nocellara Etnea si intreccia con note più dolci e gentili. Al palato l’olio è equilibrato e scorrevole, pensato per valorizzare la materia prima.
IMG_0427.jpg877.36 KB L’Etna, oltre le definizioni
L’Etna è un territorio che si comprende camminando sui suoi suoli neri, sentendo il vento cambiare direzione all’improvviso, osservando la luce riflettersi sulle colate antiche. Chi non ci è mai stato fatica a coglierne la complessità, perché l’Etna non si lascia raccontare con facilità, né ridurre a un’immagine. È un territorio che sfugge a ogni definizione: basta seguirne i contrasti, le linee spezzate, le trasformazioni improvvise del paesaggio per capire che qui la natura si manifesta in tutte le sue forme, dalle più gentili alle più imponenti.
“È un luogo dove tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile si ritrova insieme, e l’Etna non si può paragonare a nulla.”
Eppure esiste un modo per avvicinarsi a questa realtà: degustare il lavoro di chi crede profondamente in questa terra, di chi ne accetta l’instabilità e ne interpreta il ritmo lento e severo. Nel tempo, e nei suoi frutti, si ritrova così il carattere autentico del vulcano, non come semplice espressione geografica, ma come identità viva, mutevole e irripetibile.
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