San Leonardo in Sarnis, un tempo feudo ecclesiastico, oggi piccolo borgo sinonimo di una delle eccellenze che hanno fatto la storia del vino in Italia. Si trova ad Avio in Trentino, nella Vallagarina, sulla riva sinistra dell’Adige che scorre tra le distese di vigneti, al confine veneto, circondati dai Monti Lessini che proteggono dai venti freddi del nord ed ogni giorno ricevono la brezza dell’Ora che soffia dal Garda, creando un microclima temperato.
San Leonardo_La Tenuta.jpg1.68 MB La famiglia De Gresti lo acquistò nel 1770 e, con il matrimonio della marchesa Gemma de Gresti con Tullo Guerrieri Gonzaga, nonno di Carlo, nel 1894 diventò proprietà dei marchesi Guerrieri Gonzaga. Il motto di famiglia recita “Belli ac Pacis Amator” (Amante della Guerra e della Pace): un tempo i Terzi – antico cognome della famiglia – erano uomini d’arme e tale Niccolò, figlio di Ottobono, per il valore dimostrato in tante battaglie, fu detto “il Guerriero”. Cognome cui fu aggiunto nel 1506 quello di Gonzaga, in segno di riconoscenza da parte del Marchese Francesco, signore di Mantova.
Ma il momento di svolta avvenne nel 1974, quando il marchese Anselmo mancò, lasciando al figlio Carlo – enologo e conoscitore dei grandi vini di Bordeaux – il compito di dare un nuovo volto alla proprietà di famiglia. Carlo aveva studiato enologia a Losanna e, approdando in Toscana – soprattutto alla Tenuta San Guido – approfondì le sue conoscenze sui vitigni bordolesi e sull’uso delle barrique. Così, al suo ritorno, cambiò molto nelle vigne dell’azienda trentina: alla classica pergola furono affiancati il guyot e il cordone speronato, e accanto al Carménère (che si pensava fosse Cabernet Franc) e al Merlot, furono introdotti nuovi vitigni, tra cui il Cabernet Sauvignon e il Cabernet Franc.
Il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, nobiluomo di grande eleganza e stile – come i suoi vini – orgoglioso di aver dedicato la sua vita al lavoro in campagna, dal 2001 è stato affiancato dal figlio Anselmo, oggi Amministratore Delegato dell’azienda, innamorato di questa terra trentina, dei suoi orizzonti, delle sue montagne e dei suoi profumi.
Nel 1982, da un progetto del marchese Carlo, che voleva produrre un vino identitario di grande stile ed eleganza, nasce il San Leonardo. Il marchese aveva la convinzione che la sua terra avesse caratteristiche particolari tali da poter percorrere la strada dell’eccellenza viticola. Così, in cantina, si cominciarono a utilizzare le prime barrique e si lavorò non più sulla base di uvaggi definiti in vigna, ma sull’assemblaggio dei vini deciso dopo la maturazione in legno. Il San Leonardo si impose così tra i nomi di riferimento dell’enologia italiana.
San Leonardo_Vigneti copia.jpg1.89 MB La proprietà è composta di 300 ettari, di cui 30 vitati: un insieme magico, frutto di una cura incessante e di un equilibrio perfetto. La viticoltura prevede filari con vari orientamenti che seguono le pendenze e l’esposizione alla luminosità solare. Microclima ideale quello che accompagna lo sviluppo dei grappoli e la maturazione delle uve, con la forte escursione termica tra giorno e notte che dona spessore all’aroma delle uve e ne dilata i tempi di maturazione.
Troviamo 5 ettari impiantati a Merlot, di cui 1 coltivato a pergola e 4 a cordone speronato, a circa 150 metri s.l.m., su terreni ricchi di ciottoli che furono il letto di una diramazione dell’Adige, mentre è prevalentemente un suolo sabbioso quello che, tra i 150 e i 250 metri s.l.m., accoglie i 12 ettari di Cabernet Sauvignon coltivato a cordone speronato e le antiche vigne di Carménère, 4 ettari allevati per il 50% a pergola e per il 50% a guyot. Tutti terreni a bassa fertilità e ben drenati, da cui nascono quattro vini: il San Leonardo, il Carménère, il Villa Gresti e il Terre di San Leonardo.
La conduzione agronomica delle vigne, e in generale tutte le attività agricole della tenuta, sono caratterizzate da un totale rispetto per il territorio, e l’azienda ha conseguito la certificazione di agricoltura biologica alla fine del 2018.
San Leonardo
60% Cabernet Sauvignon, 30% Carménère e 10% Merlot
La vendemmia per il San Leonardo inizia solitamente a metà settembre con il Merlot e poi si protrae in ottobre avanzato per il Cabernet Sauvignon e il Carménère. Ciò che distingue il vino simbolo della tenuta e gli dona una sua unicità immediatamente percepibile è il suo terroir, la calda nordicità della terra in cui nasce, che dona un naturale equilibrio. Freschezza ed eleganza, dopo qualche anno di affinamento in bottiglia, sono i suoi dati distintivi, che si rivelano fin dai profumi in un crescendo lento e affascinante.
Le fermentazioni dei vini si svolgono nell’antica cantina, con lieviti indigeni, nelle vasche in cemento vetrificate, senza l’ausilio di tecnologia, con lo svolgimento della malolattica, basso uso di anidride solforosa, e durante il processo di vinificazione sono eseguiti numerosi rimontaggi e délestage. Le lunghe fermentazioni spontanee consentono l’estrazione dei tannini nobili, mentre la maturazione avviene in barrique di rovere francese di primo, secondo e terzo passaggio per 24 mesi nella barricaia sotterranea, cui segue l’assemblaggio dei vini base e infine un affinamento in bottiglia di un anno.
San Leonardo_Barricaia copia.jpg1.46 MB Arte a San Leonardo
Prosegue il viaggio del progetto ideato da Anselmo Guerrieri Gonzaga e Ilaria Tronchetti Provera. Dal 2023, Arte a San Leonardo esplora il dialogo tra arte e territorio, invitando ogni anno un artista a sperimentare i diversi momenti della vita della tenuta San Leonardo e a instaurare un legame tra la propria ricerca creativa e gli elementi che ne definiscono l’essenza: dalla natura al paesaggio, dalle persone alle fasi di lavorazione del vino.
Nasce dalla riflessione sui temi e i valori che accomunano il processo di realizzazione di un’opera d’arte con la produzione di un vino d’eccellenza, tra cui l’unicità del progetto così come quella di ogni annata, la ciclicità di un tempo che si ripete in modo ogni volta differente, la capacità di coniugare ricerca e innovazione con l’artigianalità, che culmina nella realizzazione di un’etichetta d’artista originale destinata a un lotto a tiratura limitata di bottiglie della nuova annata di San Leonardo.
Dopo le prime due edizioni che hanno visto la partecipazione di Simone Berti (2023) e Marzia Migliora (2024), per la terza edizione 999 bottiglie sono state vestite con un’etichetta d’artista firmata da Linda Fregni Nagler, che ha realizzato cinque opere originali ispirate ad altrettanti oggetti del Museo di San Leonardo. Tra questi, il Colmatore di Leonardo da Vinci è stato scelto per l’etichetta d’artista, realizzata nei toni del grigio, del bianco e dell’argento, con un’estetica che rimanda agli antichi negativi fotografici.
San Leonardo 2020 2020..png259.27 KB Con l’annata 2020, la Tenuta San Leonardo ha dato vita a un vino che esprime grande classicità ed equilibrio. La stagione è stata segnata da un perfetto alternarsi di giornate soleggiate e piogge regolari, condizioni che hanno favorito una maturazione lenta e armoniosa delle uve, mantenendo un buon tenore alcolico e una freschezza vibrante. Il microclima unico della valle, scandito dall’Ora del Garda e dalla limitata esposizione diretta al sole grazie ai rilievi circostanti, ha contribuito a preservare eleganza e finezza. Fondamentale anche l’allevamento a pergola trentina, che assicura un naturale ombreggiamento dei grappoli, evitando surmaturazioni e garantendo equilibrio acido e integrità aromatica. Le forti escursioni termiche settembrine, fino a 20 gradi tra giorno e notte, hanno infine arricchito la complessità e la profondità del vino.
Il risultato è un San Leonardo 2020 destinato a rimanere nella storia della tenuta come una delle interpretazioni più delicate e affascinanti della sua tradizione. Colore rubino, esprime intensi profumi fruttati di amarena, sentori di grafite e cuoio, leggeri sentori tostati, cioccolato e nuance balsamiche. Al palato, tannini vellutati, grande materia con una bell’acidità e un notevole equilibrio. Chiusura lunga e persistente. Un vino splendido!
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Annata più calda e solare rispetto alla 2018, ma ben bilanciata da notti fresche e da una vendemmia che permise di raccogliere uve perfettamente mature, di qualità eccellente, con concentrazione e complessità. Sfoggia un colore rubino intenso e brillante. All’olfatto si manifesta con profumi fruttati di fragoline di bosco e ribes nero, nuance di tabacco e china, erbe officinali, sentori speziati di chiodi di garofano, liquirizia, legni orientali e un tocco balsamico. Al palato mostra un’ottima struttura, elegante con dei tannini setosi, una bella freschezza, di grande equilibrio e profondità, con una chiusura lunga e persistente. Ha uno stile più corposo e mediterraneo rispetto alla 2018, ma senza perdere la freschezza tipica della tenuta. Vino dalla personalità intensa, calda, generosa, con ottimo potenziale evolutivo.
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Annata caratterizzata da un clima più fresco e regolare, con piogge ben distribuite e un’estate non eccessivamente calda. La vendemmia si svolse in condizioni ottimali, preservando l’equilibrio tra zuccheri, acidità e maturità fenolica. Colore rubino brillante, all’olfatto rivela profumi fruttati di more e mirtilli, fresco nei toni mentolati, bouquet floreale scuro, sentori di tabacco, erbe aromatiche, speziature di noce moscata, liquirizia e incenso. Al palato è ampio, ricco, elegante ed equilibrato, con tannini raffinati, una bella freschezza vibrante che conduce a una chiusura lunga e persistente. Ha uno stile più classico, sottile e “bordolese” del 2019. Vino dalla personalità aristocratica, austera ma già godibile.
Tre interpretazioni stilistiche di altissimo livello, accomunate dalla fedeltà all’identità senza tempo della tenuta, ma ciascuna segnata dal carattere unico dell’annata.
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