Ci sono Maison che seguono la tradizione e altre che la reinterpretano. Jacquesson appartiene alla categoria più rara: quella di chi la trascende. La filosofia della famiglia Chiquet – «Pourquoi viser la moyenne quand on peut réaliser l’excellence?» – non è uno slogan, ma un metodo: rifiuto della standardizzazione, centralità del terroir e uso del tempo come vero strumento creativo.
Situata a Dizy, nel cuore della Vallée de la Marne, Jacquesson rappresenta da decenni un modello di coerenza, rigore e viticoltura d’autore. Dal dicembre 2022 fa parte di Artémis Domaines, realtà che ha scelto di sostenere e valorizzare la sua identità senza modificarne l’essenza. La guida operativa è affidata a Jean Garandeau, affiancato da Yann Le Gall, chef de cave, e da Mathilde Prier, responsabile della viticoltura. Tra le innovazioni introdotte, la nuova pressa Coquart consente scelte ancora più precise a livello parcellare, proiettando la Maison verso una nuova fase evolutiva.
La visione dei fratelli Jean-Hervé e Laurent Chiquet, alla guida dal 1988, resta il fondamento del progetto: rese ridotte, valorizzazione delle parcelle, inerbimento, drastica riduzione dei trattamenti chimici e vendemmie solo a maturità perfetta. I 31 ettari sono oggi coltivati secondo un’agricoltura ragionata, con compost organico e interventi minimi. In cantina domina la filosofia del “meno è meglio”: fermentazioni spontanee, malolattica naturale, affinamento in botti da 42 hl con bâtonnage, nessun travaso o filtrazione, chiarifica naturale e basso impiego di solforosa.
Il 2000 segna una svolta con la nascita della Cuvée 728, prima di una serie numerata che racconta ogni annata. Con la serie 700, Jacquesson ridefinisce il concetto di Brut sans année: ogni parcella è vinificata separatamente e l’assemblaggio mira a esprimere l’essenza del millesimo, sostenuto da vini di riserva conservati in demi-muid. Numerare le cuvée diventa un atto di trasparenza e identità, perché ogni annata merita di essere riconosciuta.
Pietro Pellegrini ricorda come Jean-Hervé Chiquet fu il primo a parlargli di “Grande Vino di Champagne”, un concetto che continua a vivere in ogni nuova cuvée della Maison.
La masterclass ha permesso di leggere questa identità attraverso due capitoli complementari. Da un lato, le Cuvée 733, 735 e 736 Dégorgement Tardif: espressioni rare di un tempo dilatato, capaci di mostrare come la materia possa trasformarsi e stratificarsi rivelando profondità inattese. Dall’altro, le Cuvée 745, 746 e 747: la contemporaneità di Jacquesson, annate recenti interpretate con rigore, sensibilità agronomica e una ricerca costante di purezza e precisione.
Un percorso che ha mostrato come la Maison sappia mantenere una coerenza stilistica attraversando annate diversissime, e come ogni cuvée diventi un tassello di un mosaico più grande: quello di uno Champagne autentico, energico e identitario. Una serata che ha dimostrato, calice dopo calice, come il tempo possa davvero diventare arte.
Cuvée 733 – Dégorgement Tardif
La Cuvée 733 Dégorgement Tardif nasce dalla vendemmia 2005, con l’aggiunta del 22% di vini di riserva provenienti da Grand e Premier Cru della Grande Vallée de la Marne e della Côte des Blancs. L’assemblaggio unisce 52% Chardonnay, 24% Pinot Noir e 24% Meunier. L’affinamento è avvenuto con un sur lattes prolungato, culminato in un dégorgement tardif nell’ottobre 2013. Il dosaggio è Extra Brut, 2,5 g/l, per una produzione di 15.000 bottiglie e 800 magnum.
Il profilo è agrumato, limone e crema si intrecciano a una materia vinosa, avvolgente e molto buona. Emergono poi note evolutive di humus, seguite da accenti di liquirizia, caffè, balsamico ed erbaceo, che ne ampliano profondità e complessità. Si percepiscono anche sfumature di frutta secca e scorza d’arancia candita, insieme a una mineralità gessosa che dona slancio e definizione. La struttura rimane ampia ma sostenuta da una freschezza sottile, che allunga il finale con eleganza e precisione.
Cuvée 735 – Dégorgement Tardif
La Cuvée 735 Dégorgement Tardif si basa sull’annata 2007, arricchita dal 28% di vini di riserva provenienti da Grand e Premier Cru della Grande Vallée de la Marne e della Côte des Blancs. L’assemblaggio è composto da 47% Chardonnay, 33% Pinot Noir e 20% Meunier. Il vino ha riposato oltre 7 anni sur lattes, con dégorgement tardif nel novembre 2015. Il dosaggio è di 3,5 g/l, per una produzione di 14.704 bottiglie e 758 magnum.
Il profilo aromatico è cremoso, dinamico e fresco, con richiami a caramella mou, agrumi e limone. Il sorso è succoso, salato, con una patina burrosa che si integra alla componente minerale. Una vena di liquirizia chiude il quadro con eleganza. Si aggiungono sfumature di frutta secca e scorza d’agrumi candita, insieme a una tensione gessosa che dona verticalità. La chiusura è precisa, luminosa, con un’energia sottile che riflette perfettamente lo stile della cuvée in versione tardiva.
Cuvée 736 – Dégorgement Tardif
La Cuvée 736 Dégorgement Tardif si fonda sull’annata 2008, con un affinamento di 88 mesi sur lie. Le uve provengono dai villaggi di Aÿ, Dizy, Hautvillers, Avize e Oiry, insieme a vini di riserva. La viticoltura è rispettosa del suolo e della pianta, al servizio della diversità parcellare. La vinificazione avviene in foudre sur lies, senza filtrazione né collaggio. Il dégorgement tardif è avvenuto nel novembre 2016, con un dosaggio di 1,5 g/l, solfiti inferiori a 40 mg/l e tirage capsule. La produzione è di 20.000 bottiglie e 1.000 magnum.
La degustazione rivela subito la profondità dell’annata 2008 e la complessità portata dal lungo affinamento. Mostra un frutto più maturo, con note di agrume, mandarino, una forte impronta minerale e una patina che ne arricchisce la texture. L’impressione generale è di grande verticalità e precisione. Emergono anche sfumature di frutta secca e scorza candita, insieme a una tensione gessosa tipica dell’annata 2008. La profondità aromatica si sviluppa con eleganza, sostenuta da una freschezza incisiva che allunga il finale in modo netto e cristallino.
Cuvée 745
La Cuvée 745 interpreta l’annata 2017, caratterizzata da una primavera fredda e secca seguita da un’estate calda e piovosa. Le uve provengono per il 66% da Aÿ, Dizy e Hautvillers, e per il 34% da Avize e Oiry, con l’aggiunta di vini di riserva. La vinificazione e l’affinamento avvengono in foudre sur lies, senza filtrazione né collaggio. I solfiti sono inferiori a 40 mg/l. Il dégorgement è avvenuto nel novembre 2021, con un dosaggio di 0,75 g/l. Tappo tecnico. La produzione è di 206.164 bottiglie, 8.082 magnum e 250 jeroboam.
Il profilo gustativo è buono, leggero, con una beva agile e luminosa, fedele all’annata. Si ritrovano note di agrumi freschi e fiori bianchi, insieme a una mineralità gessosa che dona slancio e precisione. La struttura rimane sottile e tesa, con un finale salino e pulito che riflette perfettamente la natura più delicata e lineare della 2017.
Cuvée 746
La Cuvée 746 nasce dalla vendemmia 2018, annata calda e secca, che ha portato a una raccolta abbondante e precoce. Le uve provengono per il 68% da Aÿ, Dizy e Hautvillers, e per il 32% da Avize e Oiry, con vini di riserva.
Viticoltura, vinificazione ed élevage seguono i principi della diversità parcellare, con affinamento in foudre sur lies, senza filtrazione né collaggio. Il dégorgement è avvenuto nell’ottobre 2022, il dosaggio è 2 g/l, i solfiti sono inferiori a 40 mg/l. Tappo tecnico. La produzione è di 242.012 bottiglie, 10.660 magnum e 398 jeroboam.
Il profilo riflette l’annata: di quantità, buona, leggermente diluita, con un’evoluzione più lenta. Emergono sensazioni minerali, saline, elegante acidità, che ne definiscono il carattere. Si avvertono anche sfumature di pompelmo maturo e fiori bianchi, insieme a leggere note di mandorla fresca che richiamano la maturità dell’annata. La mineralità gessosa rimane ben presente, mentre la tessitura più morbida e rotonda dona una progressione gustativa distesa e armoniosa.
Cuvée 747
La Cuvée 747 rappresenta l’annata 2019, segnata da un’estate secca e molto calda, che ha generato una vendemmia eccezionale ma con resa limitata. Le uve provengono per il 75% da Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon, e per il 25% da Avize e Oiry, con vini di riserva.
Vinificazione e affinamento avvengono in foudre sur lies, senza filtrazione né collaggio. Il dégorgement è avvenuto nel dicembre 2023, con un dosaggio di 1,5 g/l, solfiti inferiori a 40 mg/l. Tappo tecnico. La produzione è di 186.372 bottiglie, 9.002 magnum e 400 jeroboam.
Il profilo è fresco, aromatico e balsamico, con una vivacità che riflette la qualità dell’annata. Ritornano nel sorso le sensazioni agrumate e le erbe officinali già percepite al naso, accompagnate da una mineralità gessosa molto netta che dona slancio e precisione. La frutta croccante e una lieve speziatura bianca ampliano la complessità, mantenendo però la stessa eleganza essenziale che caratterizza la cuvée.

Un percorso che conferma una verità semplice: quando la visione è chiara, l’eccellenza non è un traguardo, ma una conseguenza.
Tiziana Mirabella
Masterclass condotta da Manlio Giustiniani.
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Tags: Jacquesson, DégorgementTardif