1701 Franciacorta: biodinamica, ricerca e identità

05

Apr 2026

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A Milano, negli spazi del ristorante AlTattoo, la cantina 1701 Franciacorta incontra per la prima volta la stampa, condividendo il risultato di un percorso iniziato quindici anni fa e costruito attraverso il lavoro in vigna e la progressiva definizione della propria identità produttiva.

Ad aprire l’incontro è stata Silvia Stefini, che ha introdotto il senso di questa scelta. Negli anni trascorsi, l’attenzione dell’azienda si è concentrata soprattutto sul lavoro in vigna e sulla costruzione graduale del progetto produttivo: sperimentare, verificare le intuizioni, produrre il vino, correggere la direzione quando necessario e comprendere, vendemmia dopo vendemmia, quale fosse la strada più coerente da seguire.

Un percorso fondato sull’osservazione e sull’esperienza diretta che, con il tempo, ha portato alla definizione di una linea produttiva più chiara e consapevole.

Durante il pranzo è stato l’enologo Giulio Salti a guidare il racconto tecnico delle cuvée in degustazione, presentando i nuovi millesimi e illustrandone l’origine delle parcelle, le scelte di vinificazione e l’impostazione stilistica che oggi definisce l’identità di 1701 Franciacorta.

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La storia dell’azienda prende forma nel 2011, quando Silvia e Federico Stefini acquistano la proprietà agricola appartenuta alla famiglia Conti Bettoni Cazzago, a Cazzago San Martino, nel cuore della Franciacorta. Il nome scelto per la cantina, 1701, rimanda alla prima annata documentata prodotta nello storico vigneto Brolo, un appezzamento murato le cui origini risalgono all’XI secolo e che rappresenta una delle testimonianze più antiche della viticoltura locale.

Oggi la proprietà comprende tredici ettari di vigneto, coltivati prevalentemente a Chardonnay con una presenza più contenuta di Pinot Nero. Le vigne sono allevate a Guyot unilaterale, con densità comprese tra 5.555 e 6.250 ceppi per ettaro, su terreni morenici profondi ricchi di scheletro, caratterizzati da una componente limo-sabbiosa superficiale tipica di gran parte della Franciacorta centrale.

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Dal punto di vista agronomico la gestione segue i principi della biodinamica certificata Demeter dal 2016, rendendo 1701 la prima cantina della denominazione ad aver ottenuto questa certificazione. Il lavoro sulla fertilità del suolo si basa sull’utilizzo dei preparati biodinamici e su lavorazioni leggere, con l’obiettivo di mantenere un ecosistema viticolo ricco e dinamico.

La stessa filosofia prosegue in cantina. Le fermentazioni avvengono esclusivamente con lieviti indigeni, non vengono utilizzate chiarifiche né filtrazioni e l’impiego della solforosa rimane ridotto al minimo indispensabile. Le basi spumante fermentano in acciaio e cemento, mentre una parte delle masse affina in legno.

Tutti i vini sono Dosaggio Zero e la produzione complessiva si attesta intorno alle 90.000 bottiglie annue.

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Una gamma costruita attorno a un vino
Il vino che rappresenta maggiormente l’identità della cantina è il Brut Nature, che costituisce circa il 50–60% della produzione complessiva.

Si tratta dell’unica cuvée non millesimata della gamma e nasce dall’assemblaggio delle diverse parcelle aziendali, utilizzate in proporzioni variabili. In questo vino entra anche una quota di vini di riserva, mentre le altre cuvée sono tutte millesimate e provengono da singole parcelle, con l’obiettivo di esprimere in modo più diretto le caratteristiche dei diversi vigneti.

Brut Nature
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Il Brut Nature rappresenta la sintesi dello stile della cantina. La cuvée nasce dall’assemblaggio delle diverse parcelle aziendali e combina 85% Chardonnay e 15% Pinot Nero, a cui si aggiunge circa il 20% di vini di riserva provenienti da una cuvée perpetuelle affinata in barrique.

La fermentazione avviene con lieviti indigeni in vasche di acciaio e cemento, con svolgimento completo della fermentazione malolattica. Il vino non viene chiarificato né filtrato. Dopo circa sei mesi di affinamento nei contenitori di vinificazione, la presa di spuma è seguita da una permanenza sui lieviti compresa tra diciotto e ventiquattro mesi. La produzione raggiunge 59.349 bottiglie, oltre a circa 1.000 Magnum.

Al palato il vino si sviluppa con una progressione precisa e continua. L’ingresso è diretto e sostenuto da una tensione acida che imprime ritmo alla struttura. La trama rimane compatta e la dinamica gustativa alterna momenti di ampiezza e concentrazione fino a una chiusura salina persistente, espressione dei terreni morenici ricchi di scheletro.

Ellesseddì 2022
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Tra i vini più particolari della cantina emerge Ellesseddì – Lieviti Solo Domestici, una cuvée nata inizialmente come esperimento e successivamente diventata una presenza stabile nella gamma.

La base del vino coincide con quella del Brut Nature, ma il metodo della seconda fermentazione cambia completamente. La presa di spuma non avviene con il tradizionale liqueur de tirage, bensì con mosto della stessa vendemmia e lieviti indigeni.

Per ottenere questo risultato viene preparato un pied de cuve partendo dal mosto dell’annata. Il mosto viene congelato e successivamente riattivato per avviare una fermentazione spontanea che dura circa quindici giorni. Durante questo processo si selezionano naturalmente i lieviti più adatti.

La cuvée presentata durante l’incontro è stata Ellesseddì 2022, composta da 80% Chardonnay e 20% Pinot Nero. Dopo la fermentazione in acciaio con lieviti indigeni, la seconda fermentazione avviene grazie al mosto di Chardonnay congelato della stessa vendemmia e il vino rimane sui lieviti per circa trentasei mesi. La produzione è limitata a 3.366 bottiglie.

Al palato il vino mostra una dinamica più ampia, l’ingresso appare più pieno e materico, la struttura si espande per poi tornare a concentrarsi verso il centro con una tensione finale vibrante.

Satèn Raccolta 2021
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Il Satèn Raccolta 2021 è prodotto esclusivamente da uve Chardonnay provenienti dal vigneto Sabbioni, nel comune di Cazzago San Martino. Le vigne sono allevate a Guyot unilaterale con una densità di circa 5.555 ceppi per ettaro su terreni morenici profondi caratterizzati da abbondante scheletro e da una deposizione limo-sabbiosa in superficie.

La fermentazione avviene con lieviti indigeni e la vinificazione è suddivisa tra diversi contenitori: un terzo della massa fermenta in vasche di acciaio, un terzo in vasche di cemento e un terzo in barriques. La fermentazione malolattica viene svolta completamente. Il vino non viene chiarificato né filtrato.

Dopo circa sei mesi di affinamento nei contenitori di vinificazione, il vino viene imbottigliato per la presa di spuma e rimane sui lieviti per circa trentasei mesi. La produzione raggiunge 12.140 bottiglie, oltre a 174 Magnum.

Al palato il vino si sviluppa con una progressione morbida e continua. L’ingresso è avvolgente e la struttura si distende con equilibrio mantenendo una tessitura cremosa e composta, caratteristica dello stile Satèn. La dinamica gustativa procede con regolarità lungo il palato fino a una chiusura persistente.

Dosaggio Zero Riserva 2019
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Il Dosaggio Zero Riserva 2019 nasce esclusivamente dalle uve del vigneto Brolo, lo stesso che ha dato origine al nome della cantina.

L’assemblaggio è composto per 90% Chardonnay e 10% Pinot Nero, coltivati con una densità di circa 6.250 ceppi per ettaro su terreni morenici profondi ricchi di scheletro.

La fermentazione avviene con lieviti indigeni: circa l’80% della massa fermenta in acciaio, mentre una parte viene vinificata in barrique di rovere francese. Il vino affronta successivamente un lungo affinamento sui lieviti di minimo 60 mesi. La produzione è limitata a 1.502 bottiglie, oltre a 49 Magnum.

Al palato la progressione appare lenta e stratificata. L’ingresso è graduale e la struttura occupa progressivamente il palato con maggiore profondità. L’evoluzione sui lieviti contribuisce a una consistenza più ampia, mentre la componente minerale del suolo mantiene la progressione tesa e precisa fino a una chiusura lunga e asciutta sostenuta da una sensazione salina persistente.

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Uno sguardo al futuro
Tra i progetti futuri emerge anche la creazione di una struttura dedicata all’enoturismo, pensata per affiancare alla dimensione agricola uno spazio di incontro e di racconto capace di accogliere appassionati e professionisti interessati a conoscere più da vicino il lavoro svolto nei vigneti e in cantina.

Tiziana Mirabella 

🔗 Scopri di più su 1701 Franciacorta e i suoi vini:
🌐 www.1701franciacorta.com

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