Borgo La Caccia: tra viticoltura, territorio e impegno sociale nelle colline moreniche del Garda
07
Apr 2026
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Nel paesaggio delle colline moreniche del basso Lago di Garda, Borgo La Caccia rappresenta una realtà in cui agricoltura, accoglienza e impegno sociale convivono all’interno di un progetto che supera la semplice dimensione produttiva.
Origine del progetto
La nascita del borgo risale alla fine degli anni Novanta, quando Giovanni Bonomelli – fondatore della Comunità Lautari di Pozzolengo, impegnata nel recupero di giovani con problemi di dipendenza – immaginò un luogo in cui il lavoro agricolo potesse diventare parte integrante di un percorso di formazione e reinserimento.
L’idea fu quella di ricreare l’atmosfera di un piccolo villaggio rurale. L’intero complesso è stato realizzato ex novo seguendo criteri di recupero architettonico e integrazione paesaggistica. L’unica struttura preesistente era una piccola casa in pietra, restaurata e integrata nel borgo nel 2020.
Oggi la conduzione è affidata al figlio Andrea Bonomelli, che prosegue il lavoro avviato dal padre mantenendo la stessa visione: una realtà agricola in cui l’attività vinicola si inserisce all’interno di un sistema umano e territoriale più ampio.
IMG_4902.jpg1.35 MB Territorio e vigneti
Il contesto è quello delle colline moreniche del basso Garda, modellate dai movimenti glaciali che hanno lasciato terreni complessi e molto variabili. La composizione dei suoli – ghiaie, sabbie e argille di origine glaciale – garantisce un buon drenaggio naturale e contribuisce all’equilibrio vegetativo delle piante.
Le brezze provenienti dal lago svolgono inoltre un ruolo determinante nella regolazione del microclima, attenuando gli eccessi termici e contribuendo alla stabilità delle condizioni di maturazione.
Le superfici coltivate raggiungono oggi circa cinquanta ettari, con impianti che hanno un’età media di una ventina d’anni. Una parte dei vigneti si estende attorno al borgo e ospita prevalentemente varietà a bacca rossa – Cabernet, Carmenere, Pinot Nero e Merlot – mentre nelle parcelle più elevate trovano spazio Chardonnay e Sauvignon.
Il Lugana nasce invece da terreni situati all’interno della denominazione, in particolare a San Martino della Battaglia, dove l’azienda coltiva circa venti ettari compresi nel disciplinare della Lugana DOC.
La gestione agronomica segue il protocollo SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata – con utilizzo controllato degli input agronomici e fertilizzazioni prevalentemente organiche.
Negli ultimi anni gli impianti sono stati progressivamente adattati alle nuove condizioni climatiche attraverso sesti d’impianto più ampi, in grado di favorire una migliore ventilazione e una maggiore sanità delle piante. Il clima del basso Garda mostra infatti variazioni sempre più evidenti, con stagioni siccitose alternate a periodi piovosi che possono anticipare la vendemmia anche di due settimane.
In questo contesto, il lavoro agricolo accompagna l’intero ciclo vegetativo della vite. In primavera si sviluppa la parete fogliare, mentre all’inizio dell’estate la potatura verde regola la crescita della vegetazione e mantiene il corretto equilibrio tra superficie fogliare ed esposizione dei grappoli.
La vendemmia, generalmente compresa tra agosto e settembre, è effettuata manualmente. Questa scelta consente una selezione accurata delle uve e rappresenta allo stesso tempo un momento formativo per i ragazzi della comunità coinvolti nelle attività agricole.
IMG_4918.jpg1.43 MB La cantina Dopo la raccolta manuale, le uve vengono analizzate nel laboratorio interno per verificare parametri fondamentali come pH, acidità, contenuto zuccherino e maturità fenolica.
Segue la diraspatura e la rottura degli acini mediante centrifugazione, sistema che consente una lavorazione particolarmente delicata della materia prima.
Il mosto ottenuto dalla pressatura viene separato tra prime e seconde frazioni, con le prime destinate ai vini principali e alle basi spumante.
La vinificazione utilizza materiali diversi – acciaio, legno, anfore, cocciopesto e ceramica – scelti in funzione dello stile dei vini e delle caratteristiche delle uve.
Per i vini rossi si impiegano tinofermentatori dotati di pale rotative interne che mantengono il contatto tra mosto e bucce, favorendo l’estrazione di colore, aromi e struttura.
Alcune produzioni prevedono fermentazione o affinamento in anfore di terracotta, materiale naturalmente poroso che consente una lenta micro-ossigenazione.
IMG_4948.jpg1.29 MB La cantina è stata realizzata insieme alla struttura del borgo ed è stata ampliata negli anni successivi. Oggi comprende diverse sale operative e una barricaia destinata all’affinamento.
IMG_4935.jpg771.4 KB L’attività vinicola si sviluppa oggi su due linee principali.
Borgo La Caccia rappresenta la gamma storica dell’azienda, con una produzione annua di circa 150.000–160.000 bottiglie.
Accanto a questa è stata introdotta nel 2020 la linea Lautari, nata con l’obiettivo di sostenere economicamente la comunità fondata da Giovanni Bonomelli e capace di raggiungere circa 170.000–180.000 bottiglie.
Complessivamente la produzione si colloca tra 300.000 e 350.000 bottiglie all’anno.
Parallelamente stanno cambiando anche le abitudini di consumo, con crescente interesse verso vini più freschi e dinamici. In questa direzione si inseriscono alcune sperimentazioni aziendali, tra cui un Lugana a bassa gradazione alcolica ottenuto tramite vendemmia anticipata per raggiungere circa 8% vol., mantenendo tensione acida e bevibilità.
Un progetto agricolo e sociale Accanto alla viticoltura l’azienda porta avanti anche altre attività agricole.
Presso il maneggio collegato alla comunità, situato a Bedizzole, sono presenti circa trenta arnie dedicate alla produzione di miele millefiori. Viene inoltre prodotto olio d’oliva destinato principalmente al consumo interno delle comunità.
In questo contesto la viticoltura rappresenta una delle componenti dell’iniziativa Borgo La Caccia, dove il lavoro della terra accompagna l’attività della comunità e diventa occasione concreta di responsabilità, apprendimento e partecipazione alla vita agricola del territorio.
IMG_4929.jpg999.92 KB Kames – Lugana DOC Brut Metodo Classico Millesimato 2021 kames.jpg122.19 KB La degustazione si apre con Kames, Metodo Classico ottenuto esclusivamente da Turbiana. Il millesimo degustato è il 2021, con tiraggio effettuato nel 2022 e sboccatura prevista nel 2025 dopo circa trentasei mesi sui lieviti. Il dosaggio si colloca nello stile Brut, intorno ai 6,8 g/L.
La presa di spuma avviene a temperatura controllata tra 15 e 17 °C, scelta che rallenta la rifermentazione e favorisce la formazione di un perlage particolarmente fine.
Il vino si esprime con richiami agrumati accompagnati da delicate sfumature di crema e lievito. La progressione gustativa privilegia freschezza, precisione e una dinamica particolarmente scorrevole.
Kames rappresenta anche un passaggio importante nella storia aziendale: Borgo La Caccia è stata tra le prime realtà del territorio a sperimentare il Metodo Classico da Turbiana, inizialmente con produzioni limitate e remuage manuale.
Lugana DOC 2025 lugana.jpg130.7 KB Il secondo vino introduce l’espressione più diretta della produzione aziendale. Il Lugana DOC 2025, imbottigliato da poche settimane, si trova in una fase evolutiva iniziale e mette in evidenza la componente varietale della Turbiana.
La vinificazione avviene interamente in acciaio inox, con l’obiettivo di preservare la nitidezza aromatica del vitigno.
Le uve provengono dalle colline moreniche tra Desenzano e Sirmione, dove suoli composti da argille, calcari e depositi morenici ricchi di ciottoli contribuiscono alla tipica impronta minerale dei vini della denominazione.
Il vino si distingue per energia, immediatezza espressiva e una tensione sapida ben definita.
Inanfora – Lugana DOC 2024 5.jpg46.06 KB
Inanfora nasce da Turbiana sottoposta a pressatura soffice e successiva fermentazione in anfore di terracotta.
Il vino rimane a lungo sulle fecce nobili e prosegue l’affinamento tra anfora e acciaio per diversi mesi.
Il profilo espressivo acquisisce maggiore ampiezza, con richiami di frutta matura accompagnati da leggere sfumature evolutive. La progressione gustativa risulta più profonda e articolata, sostenuta dalla naturale impronta sapida del vitigno.
Drunk Turtle – Lugana DOC 2024 macerato
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Drunk Turtle rappresenta una delle espressioni più radicali della ricerca aziendale.
La Turbiana viene vinificata con macerazione sulle bucce che può protrarsi da sei mesi fino a circa un anno. Fermentazione e maturazione avvengono in contenitori di cocciopesto, materiale antico composto da frammenti di terracotta e malta già utilizzato nella tradizione costruttiva romana.
Ne deriva un bianco di grande materia, con tessitura più compatta, aromi complessi e una persistenza molto ampia. La produzione è limitata e rappresenta una delle linee sperimentali della cantina.
Inlegno – Lugana DOC 2024 inlegno 2.jpg43.5 KB Con Inlegno il contenitore assume un ruolo centrale nell’evoluzione del vino.
La fermentazione alcolica e quella malolattica si svolgono direttamente in botti di legno da circa 20 ettolitri, seguite da un affinamento sulle fecce fini di circa dodici mesi.
Le botti utilizzate non presentano tostatura, permettendo al legno di integrarsi con naturalezza con l’identità varietale della Turbiana.
Il vino sviluppa un profilo aromatico più ampio e stratificato, mentre al palato la struttura appare più distesa, sostenuta dalla tipica impronta salina dei suoli morenici del Lugana.
Carmenoire – Alto Mincio Rosso IGT 2020 19264e_cbd7a16e5437424ab6eb5f587ddadf7f~mv2.jpg150.6 KB La degustazione si conclude con Carmenoire 2020, rosso ottenuto dall’assemblaggio di Carmenere e Pinot Nero.
La fermentazione avviene in tini tronco-conici di rovere, mentre l’affinamento prosegue per circa sedici mesi in barrique.
Il vino sviluppa un profilo intenso che richiama frutta scura, accenti balsamici e spezie. La struttura gustativa mostra densità ed equilibrio, con tannini maturi ben integrati e una persistenza finale lunga e articolata.
IMG_5012.jpg937.89 KB Attraverso questa sequenza emerge con chiarezza la doppia anima enologica di Borgo La Caccia: da un lato l’interpretazione territoriale della Turbiana, dall’altro la ricerca tecnica sui contenitori di vinificazione.
Il fondatore Giovanni Bonomelli viene ricordato come una persona ricca di idee e visioni che con il tempo hanno preso forma.
Una frase riassume bene il suo pensiero:
“Un sogno, un progetto, una realtà.”
Borgo La Caccia rappresenta esattamente questo percorso.