Farina Wines: la Linea Remo Farina tra memoria e nuove prospettive
05
Nov 2026
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Il 20 ottobre, presso il ristorante Andrea Aprea, due stelle Michelin all’interno della Fondazione Luigi Rovati di Milano, Farina Wines ha presentato la Linea Remo Farina, un progetto dedicato a una figura determinante nella storia dell’azienda e alla sua visione del vino.
A raccontarlo Elena e Claudio Farina, oggi alla guida della quarta generazione, insieme all’enologo Andrea Zerman, attraverso un incontro che ha intrecciato ricordi familiari, scelte produttive e una degustazione accompagnata dalla cucina dello chef Andrea Aprea.
Farina_sala_laterale_formato_vigneto.jpg455.63 KB Fondata nei primi anni del Novecento a Pedemonte, nel territorio della Valpolicella Classica, Farina Wines ha conosciuto una svolta importante con Remo, Sandro e Piero Farina, protagonisti del passaggio da una produzione legata alla tradizione agricola a una viticoltura maggiormente orientata alla qualità. Remo, in particolare, ha contribuito a definire uno stile riconoscibile, fondato sulla ricchezza del frutto, sulla morbidezza e sulla ricerca dell’equilibrio.
Farina Wines_Vigneto Montefante.png787.91 KB Elena ne ha ricordato la personalità e il profondo legame con l’enologo Luigi Andreoli, che per molti anni ha contribuito all’evoluzione produttiva della cantina. Un’eredità di valori, competenze e visione che oggi trova continuità nel lavoro della nuova generazione, affiancata dall’enologo Andrea Zerman.
La linea riunisce tre etichette già rappresentative della produzione Farina: Corte Conti Cavalli, Montecorna e Montefante. Tre vini differenti per origine, assemblaggio e vinificazione, che raccontano altrettante interpretazioni della Valpolicella. Particolarmente significativa la storia di Montefante, nato nel 1997 da un’intuizione di Remo Farina, che decise di prolungare l’appassimento delle uve per ottenere un Amarone di maggiore concentrazione e complessità.
Dopo un aperitivo con il Lugana DOC 2025 e il Soave DOC Classico 2025, il percorso è proseguito a tavola, dove Andrea Zerman ha approfondito le caratteristiche dei vini e le differenti scelte di cantina, mentre Claudio Farina ha sottolineato l’importanza di una comunicazione capace di avvicinare le persone al vino senza rinunciare alla competenza. Il suo concetto di “ritorno al passato usando il futuro” sintetizza bene questa volontà di recuperare il valore delle relazioni attraverso linguaggi contemporanei.
Il primo vino della degustazione proviene dalle colline di San Pietro in Cariano, a circa 400 metri di altitudine, su suoli di origine vulcanica, calcarea e ghiaiosa. La vendemmia è manuale, a partire dai primi giorni di ottobre. La Corvina viene sottoposta a un breve appassimento di circa quindici giorni, seguito dalla fermentazione a 26 °C con lieviti selezionati e délestage. Segue la fermentazione malolattica spontanea. L’affinamento si divide tra barrique, per il 50%, e acciaio per il restante 50%, seguito da un periodo in bottiglia.
Un vino piacevole e immediato, nel quale il lampone maturo e la frutta rossa in confettura si accompagnano a una delicata sfumatura di zenzero. Al palato l’ingresso è morbido, seguito da uno sviluppo ampio e avvolgente, nel quale i tannini ben integrati accompagnano il movimento del vino senza interromperne la continuità. La vivacità del frutto sostiene la progressione gustativa, mentre il finale conserva una piacevole speziatura. La stessa morbidezza accompagna l’uovo di selva, dove la dolcezza della castagna trova una corrispondenza nel frutto maturo del vino, mentre la liquirizia introduce una sfumatura amaricante e il Grana Padano Riserva aggiunge una componente sapida che ne ravviva la chiusura.
70% Corvina, 15% Corvinone, 10% Rondinella, 5% Molinara Farina_Montecorna_bianco_orizzontale.jpg108.74 KB Le uve provengono dal vigneto Montecorna, sul Monte Masua, a San Pietro in Cariano, a circa 300 metri di altitudine, su terreni a matrice calcarea stratificata con presenza di basalti. La raccolta è manuale, a partire dalla metà di settembre. Dopo una breve macerazione a freddo, la fermentazione avviene in acciaio a 28 °C con lieviti selezionati, seguita dalla fermentazione malolattica. Il Valpolicella così ottenuto viene sottoposto al Ripasso sulle vinacce dell’Amarone, attraverso una seconda fermentazione. L’affinamento dura un anno, suddiviso per il 50% in botti di rovere di Slavonia da 20 e 30 ettolitri e per il restante 50% in barrique, seguito da un ulteriore periodo in bottiglia.
L’espressione aromatica si sviluppa su amarena e prugna scura, accompagnate da cuoio e leggere sfumature di vaniglia e tostatura. Al palato l’ingresso è più denso, con una materia che acquista ampiezza durante lo sviluppo, sostenuta da tannini levigati. La progressione rimane equilibrata, senza che la struttura prevalga sulla continuità del sorso, e conduce a un finale persistente, nel quale ritornano il frutto scuro e le spezie. La stessa profondità accompagna il riso Carnaroli con genovese di manzo, la cui ricchezza trova sostegno nella densità del Ripasso, mentre le note amaricanti della scarola e la sapidità delle olive nere e del Caciocavallo Podolico introducono contrasti che rendono più dinamico il dialogo tra vino e piatto.
Montefante Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2021
Montefante rappresenta l’espressione più importante della linea e il vino maggiormente legato alla visione di Remo Farina. Nasce dall’omonimo vigneto sulla collina di Castelrotto, a 350 metri di altitudine, su terreni a matrice calcarea stratificata con presenza di basalti.
Le uve affrontano circa novanta giorni di appassimento naturale, con una perdita di peso che può raggiungere il 40%. Seguono una macerazione a freddo di cinque-sette giorni e la fermentazione in acciaio, mentre la malolattica viene avviata in contenitori Tulipe di cemento. L’affinamento prevede ventiquattro mesi in barrique, altri ventiquattro in grandi botti di rovere di Slavonia e almeno sei mesi in bottiglia.
Un vino di notevole profondità e articolazione, che esprime mora, prugna sotto spirito e lampone concentrato, accompagnati da pepe, coriandolo e cannella. Le sfumature aromatiche si ampliano progressivamente nel calice, rivelando una crescente complessità espressiva. Al palato l’ingresso è ricco e concentrato, con una materia che si espande gradualmente, sostenuta da una tessitura tannica setosa. La ricchezza della struttura trova equilibrio in uno sviluppo armonioso e continuo, che accompagna il vino verso un finale lungo e persistente, segnato da spezie e frutta scura.
Il controfiletto di Fassona accompagna la struttura dell’Amarone con la succulenza della carne, mentre il ragù di funghi ne valorizza la profondità e il jus al pepe nero richiama le sfumature speziate del vino, creando un equilibrio di consistenze e intensità che si prolunga elegantemente nel finale.
Recioto della Valpolicella DOCG Classico 2025 60% Corvina, 20% Rondinella, 5% Molinara, 15% altre varietà Farina_Recioto_bianco_orizzontale.jpg145.34 KB
A chiudere il pranzo, il Recioto della Valpolicella Classico 2025, prodotto con uve provenienti dalle colline di Negrar, a circa 300 metri di altitudine, su terreni a matrice prevalentemente calcarea con affioramenti ghiaiosi e presenza di basalti. I grappoli vengono sottoposti a circa quattro mesi di appassimento naturale, seguiti da una macerazione a freddo di circa dieci giorni. La fermentazione viene avviata con lieviti selezionati e successivamente arrestata sfruttando le basse temperature per preservare il residuo zuccherino. L’affinamento prevede sei mesi in acciaio e altrettanti in bottiglia.
Intenso e ricco, si esprime attraverso eleganti richiami di fichi maturi, uva passa e confettura di amarena, sfumature ben delineate che raccontano la concentrazione e la generosità del frutto. Al palato è pieno e avvolgente, sostenuto da una trama setosa e da una piacevole freschezza che conferisce equilibrio e vivacità all’insieme. Il finale è lungo, armonioso e persistente, capace di restituire la profondità e la personalità del vino. L’abbinamento con la piccola pasticceria ne esalta la ricchezza espressiva, creando un piacevole dialogo tra la dolcezza delle preparazioni, l’intensità del frutto e l’equilibrio delle sensazioni gustative.
Farina_collage_identico_sotto_2MB.jpg506.78 KB BrainArt, le emozioni diventano immagini Un’esperienza particolarmente interessante durante la presentazione della Linea Remo Farina è stata “Visioni di vino”, realizzata con BrainArt®, un progetto che trasforma l’attività cerebrale registrata durante la degustazione in una composizione artistica, unica per ogni partecipante.
La scelta personale è stata il Montefante Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2021. Durante l’assaggio, l’attività cerebrale è stata tradotta in un quadro di colori, vortici e linee, dando forma a una rappresentazione individuale dell’incontro tra vino, percezioni ed emozioni. Un modo interessante di vedere le sensazioni suscitate da un grande Amarone trasformarsi in un’immagine personale, irripetibile, capace di conservare il ricordo di quell’assaggio.
JMQ5EP.png1.32 MB Il dialogo tra vino, arte e nuove tecnologie proseguirà il 27 novembre, quando Farina Wines inaugurerà una nuova tappa di Art Ferment, il progetto sviluppato con la galleria veronese Artericambi. Protagonista sarà l’artista argentino Mariano Sardón, con installazioni dedicate all’incontro tra arte, scienza e tecnologia.
La presentazione della Linea Remo Farina è stata soprattutto l’occasione per ritrovare, attraverso tre vini dalla personalità distinta, il percorso di una famiglia che ha saputo conservare la propria identità continuando a evolversi. Il racconto di Elena, Claudio e Andrea Zerman, insieme agli abbinamenti di Andrea Aprea, ha dato concretezza a questa continuità, mostrando come la memoria di Remo Farina sia ancora presente nelle scelte produttive e nello stile dei vini che portano il suo nome.