L’azienda Fischetti è una piccola realtà familiare sul versante nord dell’Etna, dove un antico palmento restaurato è oggi parte integrante della cantina. È un luogo immerso tra vigneti storici e terra lavica, in cui la tradizione etnea viene riletta attraverso un lavoro diretto, attento e profondamente legato al territorio. Leggere l’Etna attraverso la vigna significa interpretare il vulcano nei vini che ne nascono.
IMG_0703.jpg1.81 MB Camminare tra le vigne mentre il vulcano è in attività equivale ad attraversare un territorio in continuo mutamento.. Le parcelle seguono un impianto antico, stratificato nel tempo, dove alle varietà autoctone si affiancano Coda di Volpe, Minnella rossa e Grenache, presenze che raccontano una viticoltura contadina precedente, fatta di adattamenti e convivenze varietali.
5028E452-AF65-414B-A72C-ED2467ED9FF0.jpg1.9 MB Suoli, vigne, stratificazioni e scelte produttive
I vigneti si estendono su suoli di origine vulcanica differenziata: una parte affonda le radici in materiali lavici riconducibili alle eruzioni etnee del Quattrocento, oggi profondamente trasformati e più sabbiosi; un’altra poggia su depositi di origine ottocentesca, più recenti in termini geologici, caratterizzati da frammenti basaltici e ceneri consolidate. Molte vigne, prossime al secolo di vita, affondano le radici in profondità, attraversando strati diversi del suolo, formati nel tempo da colate e depositi successivi, un elemento che contribuisce alla precisione e alla coerenza espressiva dei vini.
Tra i filari compaiono anche alcuni ciliegi, i cui frutti non raccolti tornano naturalmente al suolo e si reintegrano nel ciclo del vigneto. La loro presenza discreta accompagna l’evoluzione del terreno lavico e introduce una nota di memoria e di semplicità, un dettaglio che appartiene al tempo e al luogo più che alla tecnica, e che nei vini affiora come un’eco sottile e naturale.
IMG_0712.jpg1.44 MB Le scelte produttive nascono dall’osservazione dell’annata e dalle caratteristiche che le uve mostrano in vigna. Nei rossi, il Nerello Mascalese è il riferimento, con il Nerello Cappuccio a completarne il profilo; la Riserva è quasi sempre affidata alla sola espressione del Mascalese. Nei bianchi, il Carricante occupa un ruolo centrale: vinificato in purezza nelle vigne di Milo oppure inserito nel tradizionale assemblaggio con il Catarratto nelle parcelle storiche. In cantina, gli interventi restano misurati, con attenzione alla pulizia e all’equilibrio.
IMG_0752.jpg716.09 KB Degustazione
Il racconto prosegue nel calice, dopo il percorso in vigna e il tempo condiviso in azienda, quando la degustazione diventa una lettura diretta del legame tra suolo, varietà e stile.
La degustazione si apre con Rocca d’Alba – Etna Bianco Superiore DOC 2024, Carricante, un vino che all’olfattiva gioca sull’equilibrio tra luminosità e avvolgenza. Gli agrumi e i fiori bianchi emergono con naturalezza, accompagnati da una sensazione più morbida, quasi burrosa, che non appesantisce ma anzi dialoga con una freschezza ben presente. Al palato il sorso è teso, lineare, attraversato da una sapidità marcata che ne scandisce il ritmo e conduce verso una chiusura netta, salina, precisa, lasciando una sensazione di pulizia e continuità.
Si passa poi a Muscamento – Etna Rosso DOC 2020, 80% Carricante, 20% Nerello Cappuccio,che si esprime con un profilo più misurato e introspettivo. All’olfattiva affiorano piccoli frutti rossi e richiami di erbe secche, in un registro sobrio. Al palato il vino è sostenuto da un’acidità ben integrata e da una trama fine, che accompagna verso un finale asciutto ed equilibrato.
Con Livrato – Metodo Classico Etna DOC 2020, Nerello Mascalese, il racconto cambia ritmo. All’olfattiva le note agrumate di arancia e scorza introducono una sensazione di freschezza immediata, diretta. Al palato il vino è verticale, sapido, con una chiusura asciutta e pulita; è ancora giovane, ma già ben delineato, e dopo la deglutizione lascia emergere una sensazione più calda che ne suggerisce l’evoluzione futura.
La degustazione si chiude con Gran Conte – Etna Rosso Riserva DOC 2017, Nerello Mascalese, profondo e meditativo. All’olfattiva la marasca si impone con nitidezza, seguita da note di cuoio e da sfumature terziarie che raccontano il tempo, senza sovrapporsi al frutto. Al palato il sorso è succoso e strutturato, il tannino saldo ma ben integrato, la tensione sempre presente. Il finale è lungo, profondo, ben definito, e chiude il percorso con una sensazione di compiutezza.
IMG_0749.jpg1.36 MB Una lettura del versante nord
Nel complesso, i vini restituiscono una lettura coerente del versante nord dell’Etna, dove la stratificazione dei suoli, l’età delle vigne e l’andamento delle annate trovano espressione in uno stile preciso, misurato e riconoscibile.
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