Una degustazione focalizzata sul lavoro in barrique, guidata dall'enologo Antonino Santoro, “maestro di cantina”, con vini ancora in divenire. Un assaggio tecnico e comparativo che mette a fuoco come tostatura, passaggio e durata dell’affinamento influenzino struttura, tensione e prospettiva evolutiva.
È un laboratorio sensoriale dove il legno diventa uno strumento di precisione. La barrique opera sul piano espressivo, modulata, con l’obiettivo di accompagnare l’identità dei vini senza sovrapporvisi.
Il lavoro sui legni si articola come una mappa sperimentale, costruita attorno al rovere francese e a un uso calibrato delle tostature, dalla leggera alla media, fino alle versioni più spinte.

Tancredi 2024
Affinamento di circa 14 mesi in barrique da 225 litri di rovere francese a grana fine, con tostature medie e leggere, per il 55% nuove e il 45% di secondo passaggio.
Per il Tancredi, il legno è parte integrante dell’architettura del vino. Il protocollo prevede fermentazione alcolica e malolattica in acciaio a Contessa Entellina, con assemblaggio prima dell’ingresso in legno, che avviene a Marsala tra gennaio e febbraio. A fine inverno il vino esce dalle barrique e per un mese viene stabilizzato a freddo a 7 °C in vasche di cemento e imbottigliato a giugno. L’uscita sul mercato avviene dopo 24–30 mesi.
Le prove di barrique delineano traiettorie diverse:
- Tostatura media, rovere stagionato 24 mesi: speziatura definita, richiami di origano, tensione ben integrata. Il vino è centrato, già leggibile, con un legno che accompagna senza rigidità.
- Tostatura leggera, rovere stagionato 36 mesi: profilo più austero, nota ammandorlata, espressione lenta e progressiva, con una salinità più marcata.
- Tostatura media, rovere stagionato 36 mesi: maggiore densità, frutto amaro, menta, sottobosco e humus. Qui il legno costruisce volume e profondità, rendendo il vino più compatto.
Pinot Nero 2024
Il Pinot Nero, base spumante utilizzato per il Brut, è affinato in barrique del 2021 (di quarto passaggio) da 228 litri.
Il risultato è sorprendentemente equilibrato: il vino è già armonico e composto.
Il risultato è sorprendentemente equilibrato: il vino è già armonico e composto.
Nerello Mascalese 2024
Il Nerello Mascalese, base spumante utilizzato per il Gold, da barrique mostra un carattere più scalpitante.
Il profilo è balsamico e verticale, con una spinta ancora in fase di integrazione. È un vino che chiede tempo, da attendere, con bisogno di ulteriore bottiglia per distendersi e trovare una sintesi più compiuta.
Il profilo è balsamico e verticale, con una spinta ancora in fase di integrazione. È un vino che chiede tempo, da attendere, con bisogno di ulteriore bottiglia per distendersi e trovare una sintesi più compiuta.
Chardonnay
15% di Chardonnay (che andrà nel Vigna di Gabri) affinato in barrique di secondo passaggio, senza svolgimento della malolattica, colpisce per la pulizia del gesto enologico.
All’olfattiva emergono note citriche, accompagnate da una sensazione burrosa ben integrata, mentre il finale è amaro e salino, molto centrato. Il profilo è dinamico, con una persistenza che rafforza la personalità del vino.
Chiarandà 2025
Per Chiarandà, Chardonnay, si alternano barrique di primo e secondo passaggio, con presenza di legno nuovo. L’acidità si attesta intorno ai 6 g/l.
Il profilo è meno citrico; il legno lavora sulle spaziature, dando ampiezza. All’olfattiva emerge una balsamicità fine, che accompagna un sorso più rotondo e rifinito.

Mille e una Notte 2024
È su Mille e una Notte che la degustazione da barrique diventa pienamente comparativa. Tutto avviene in barrique nuove, con differenze marcate di tostatura e durata.
- Tostatura media, rovere stagionato 24 mesi: secco e speziato, con pepe evidente. Il Syrah emerge con chiarezza, il Petit Verdot resta più defilato, il Nero d’Avola lavora sul frutto scuro.
- Tostatura leggera, rovere stagionato 36 mesi: profilo più rigido e verde, ma anche più delicato e trattenuto.
- Tostatura media, rovere stagionato 36 mesi: maggiore densità e profondità, grip più deciso. La media tostatura favorisce un’apertura più precoce, con spaziature inizialmente più dolci seguite da una chiusura amaricante fine, balsamica, con ritorni di origano.
- Tostatura medio-lunga, rovere stagionato 24 mesi: campione già equilibrato e leggibile. Il Petit Verdot si esprime in chiave mentolata e balsamica, con note di cacao e cioccolato.

Nel quadro delle tostature medie, il legno lavora su una struttura più solida, con tannino evidente, Petit Verdot ben definito e accenni di tè verde, privilegiando forza e profondità più che immediatezza.
Il vino resta in legno fino a marzo, viene imbottigliato a giugno e prosegue l’affinamento per 36 mesi, a conferma di una visione che privilegia profondità e tempo.
Questa degustazione in cantina racconta processi. È l’esperienza diretta di come uno stesso vino possa cambiare identità in funzione di tostatura, durata e passaggio del legno.
Tiziana Mirabella
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