Petra e Montebamboli: il nuovo volto della Costa Toscana

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Gen 2026

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Un’identità che nasce dalla terra, si affina nel tempo e guarda al futuro. Petra rilancia la propria visione con un progetto che intreccia memoria, territorio e avanguardia. Montebamboli ne rappresenta l’espressione più audace.

Petra: il futuro della Costa Toscana inizia da qui
Petra non è soltanto una cantina: è un’idea, un progetto, un territorio che ambisce a definire una nuova identità enologica per la Costa Toscana. Fondata nel 1997 da Vittorio Moretti, produttore di Franciacorta, nasce dall’acquisto di vigneti su suoli metalliferi, tra uliveti e boschi, con un’impronta inizialmente bordolese. Oggi la tenuta di Suvereto vive una nuova fase, guidata dalla visione condivisa del team Terra Moretti Vino.

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Il paesaggio alterna colline metallifere e mare. Dalle alture si scorge l’Elba, mentre i vigneti si distendono su suoli argillosi ricchi di ferro, calcio e minerali: un habitat ideale per le uve a bacca rossa, favorito da brezza marina, intensa luminosità e ottimale sintesi clorofilliana.
I vitigni sono principalmente bordolesi, con esposizioni diverse. Il Sangiovese, presente in minima parte, non trova qui la sua espressione migliore: la vicinanza al mare accelera la maturazione, impedendo la lenta armonizzazione dei tannini.
Il libeccio porta salsedine, ossida il ferro e arrossa il suolo. Le querce da sughero, che danno il nome a Suvereto, convivono con una terra generosa di frutti, fiori e cereali.

Tre principali conformazioni dei suoli
  • Terreni pietrosi di origine tettonica, calcarei, poveri e siccitosi, poco argillosi
  • Suoli alluvionali ed erosivi, ricchi di manganese e metalli
  • Zone più basse, con suoli limosi che donano eleganza e profumi
La cantina, progettata da Mario Botta, è un vero tempio del vino, pensato per accogliere tutte le fasi produttive e custodire l’essenza della terra di Suvereto.

Oggi Petra propone un nuovo sguardo sul terroir, coniugando tradizione e innovazione, e cercando un equilibrio profondo tra natura, territorio e uomo. L’obiettivo è trasformare il modello bordolese in un’espressione autenticamente mediterranea: vini eleganti ma salini, balsamici, più succosi e vibranti, capaci di riflettere la Costa Toscana.
I vitigni bordolesi — Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot — diventano così strumenti di una voce territoriale più luminosa e marina. La parola chiave è epigenetica: la memoria del luogo che modella la pianta e lascia traccia nel bicchiere.

Vigne, paesaggio e sensibilità: il progetto identitario
La nuova visione nasce da un lavoro trasversale, tridimensionale: dalla zonazione storica condotta con Attilio Scienza, Edoardo Costantini e Lizio Bruno, al recente piano triennale-quinquennale. Ogni micro-vigna è trattata come un organismo unico, con valutazione parcellare, vinificazioni separate e affinamenti su misura.

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Anche la cantina evolve: meno legno dominante, più equilibrio e bevibilità, un dialogo più naturale tra struttura e tensione, in sintonia con il paesaggio marittimo.

Una trilogia come spina dorsale
Tre vini definiscono la nuova geografia di Petra:
  • Hebo – la porta d’ingresso, diretto e immediato, racconta il frutto della Costa
  • Quercegobbe – il punto d’equilibrio tra struttura e freschezza
  • Petra – il vertice qualitativo, dove selezione e visione raggiungono la massima espressione
Una gerarchia che richiama il modello bordolese, reinterpretato però con accento mediterraneo.

Montebamboli: l’altura che guarda il mare
Montebamboli è il luogo simbolo del nuovo corso. A 400 metri sul mare, con suoli acidi, ghiaiosi e galestro-arenacei, poveri d’acqua ma ricchi di minerali, nasce una viticoltura estrema che guarda al futuro. Qui si producono vini tesi, vibranti, eleganti, pensati per affrontare i cambiamenti climatici e rispondere al bisogno di autenticità.
È anche il riflesso dell’istinto pionieristico di Vittorio Moretti, lo stesso che portò alla nascita di Bellavista. Quest'anno usciranno i nuovi monovarietali, ulteriore passo nella valorizzazione parcellare.

Costa Toscana: da luogo geografico a denominazione d’anima
Petra contribuisce a definire la Costa Toscana come macro-territorio d’eccellenza: non una somma di comuni o DOC, ma un’idea coerente di vino e paesaggio. Mare, luci radenti, venti, suoli magri e orizzonti aperti diventano linguaggio enologico. L’obiettivo è trasformare un’intuizione in un modello. Dalle alture di Montebamboli, lo sguardo non si limita alla costa: immagina il futuro.

Hebo 2022
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Il nome richiama un antico insediamento etrusco. Assemblaggio: 55% Merlot, 20% Cabernet Sauvignon, 10% Cabernet Franc, 15% Sangiovese. Vinificazione in acciaio a temperatura controllata, affinamento di 10 mesi in barrique di secondo e terzo passaggio e in botti di rovere di Slavonia da 30 e 50 hl.
Rubino limpido, di media intensità. All’olfattiva ciliegia, mora, mirtillo e note di frutta secca. Sorso pieno, fresco, armonico, persistente con chiusura sapida e richiami di mora e spezie dolci.

Quercegobbe 2023
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Merlot in purezza dalla vigna omonima, ai margini della macchia mediterranea e rivolta al mare. 
Posizione ideale per il Merlot, che predilige terreni collinari e climi ventilati. Suoli argillosi ricchi di manganese e metalli che ricordano quelli di Pomerol. Fermentazione in barrique (20% nuove) e affinamento di 12 mesi.
Rubino intenso. Profumi di mirtilli, lamponi, amarene, prugne secche, seguiti da eucalipto, mirto, rosmarino, liquirizia e spezie. Palato pieno, morbido, con tannini setosi, freschezza equilibrata, eleganza gustativa e marcata sapidità marina.

Petra 2022
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Assemblaggio: 60% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 10% Cabernet Franc. Affinamento in barrique (30–35% nuove) e successivo élevage in cemento per preservare energia e dinamismo.
Rubino brillante. All’olfattiva complesso: frutta nera matura, chinotto, china, liquirizia, caffè tostato, tabacco, spezie scure, note ematiche, erbe aromatiche, mentolato e grafite. Al palato tannini scolpiti, tensione gustativa, speziatura di pepe nero e chiodi di garofano. Finale lungo, sapido, con richiami di macchia mediterranea e vibrante mineralità.

Costa Toscana: da luogo geografico a denominazione d’anima
In tutto questo, Petra lavora a un disegno più grande: contribuire a definire l’identità della Costa Toscana come macro-territorio d’eccellenza. Non una semplice somma di comuni o di DOC, ma un’idea coerente di vino e paesaggio. L’influenza del mare, le luci radenti, i venti, i suoli magri e nervosi, l’orizzonte aperto: tutto questo diventa vino. Un vino che non imita, ma interpreta. Che non rincorre modelli, ma costruisce un linguaggio proprio. È qui che Petra si gioca la partita più importante: trasformare un’intuizione in un modello. Dalle alture di Montebamboli, lo sguardo non si limita a contemplare la costa: immagina il futuro.

Manlio Giustiniani

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🌐www.petrawine.it

Tags: Petra, Montebamboli, Hebo, Quercegobbe