Ricasoli: il Sangiovese, interprete dei terroir di Brolio
29
Set 2026
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Ricasoli racconta il Chianti Classico attraverso il Sangiovese e la straordinaria diversità dei terroir di Brolio. Una vicenda che attraversa quasi nove secoli e prosegue nella conoscenza sempre più approfondita dei vigneti e nella vinificazione parcellare.
La nostra visita inizia dal Castello di Brolio, a quasi 500 metri di altitudine, in posizione dominante sulla parte meridionale del Chianti Classico. Intorno si estendono vigneti, boschi e oliveti per circa 1.200 ettari, 245 dei quali coltivati a vite e 26 a oliveto. Il Castello custodisce il lungo passato della famiglia Ricasoli; la vigna, la cantina e i vini ne testimoniano il percorso fino a oggi.
IMG_6385.jpg1.24 MB Il Castello di Brolio
Il 1141 segna l’ingresso del Castello di Brolio nei possedimenti della famiglia Ricasoli, dando origine a una continuità che attraversa il Medioevo, le guerre tra Firenze e Siena, il Risorgimento e la nascita dell’Italia unita.
Per secoli posizione strategica sul confine tra Firenze e Siena, il Castello conosce assalti e ricostruzioni. Dopo l’attacco senese del 1478, i bastioni vengono ricostruiti su disegno di Giuliano da Sangallo. All’interno, il cassero medievale, la Cappella di San Jacopo e le fortificazioni convivono con la trasformazione ottocentesca voluta da Bettino Ricasoli.
IMG_6399.jpg1.26 MB Bettino, il vino e la ricerca
Figura centrale del Risorgimento e per due volte Presidente del Consiglio, il “Barone di Ferro” fu anche un appassionato studioso di agricoltura e vino. Per oltre trent’anni sperimentò vitigni, fermentazioni e assemblaggi.
Nel 1867 il vino di Brolio conquistò la medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Parigi; nel 1872 Bettino scrisse al professor Cesare Studiati dell’Università di Pisa la celebre lettera nella quale descriveva quella che sarebbe passata alla storia come la “formula del Chianti”.
Quella vocazione alla sperimentazione arriva fino alla Ricasoli contemporanea. Dal 1993 Francesco Ricasoli guida l’azienda, concentrando l’attività sul rinnovo dei vigneti, sulla selezione del Sangiovese, sull’analisi dei suoli e sulla mappatura delle parcelle.
Brolio, un mosaico di terroir
Gli studi approfonditi sui terreni iniziano nel 2005 e proseguono attraverso un progetto sistematico di zonazione, che porta all’identificazione di 19 tipologie di suolo, ricondotte a cinque principali formazioni geologiche: Macigno del Chianti, Scaglia Toscana, Monte Morello, depositi marini e terrazzi fluviali antichi.
In pochi chilometri cambiano struttura e profondità, pietrosità, altitudine, esposizione e disponibilità idrica. Le arenarie del Macigno del Chianti si alternano alla Scaglia Toscana, con il galestro facilmente sfaldabile; la formazione di Monte Morello porta l’alberese e terreni argilloso-calcarei molto pietrosi. Altrove affiorano depositi lasciati dall’antico mare pliocenico e, nella valle dell’Arbia, sedimenti di un remoto sistema fluviale.
Questa frammentazione geologica diventa il punto di partenza delle scelte agronomiche ed enologiche. Ogni parcella viene raccolta e vinificata separatamente e, quando le caratteristiche pedologiche cambiano all’interno dello stesso appezzamento, la suddivisione può diventare ancora più dettagliata: durante una singola vendemmia si arriva a oltre 220 vinificazioni distinte.
IMG_6458.jpg1.68 MB Al centro rimane il Sangiovese, sul quale Ricasoli ha condotto un lungo lavoro di selezione, individuando le piante più adatte alle diverse caratteristiche dei vigneti di Brolio. Suolo, esposizione e altitudine diventano così determinanti per comprendere le differenti espressioni del vitigno.
In cantina
Durante la vendemmia, quanto osservato tra i filari comincia a tradursi nel vino. Le uve raggiungono la tinaia, dove vengono selezionate e diraspate. I tini d’acciaio permettono di mantenere separate le diverse provenienze, mentre il legno viene scelto in funzione del carattere del vino e dell’espressione ricercata. Botti grandi, tonneaux da 500 litri e barrique svolgono così ruoli differenti. Per il Sangiovese trova largo impiego il tonneau, mentre la botte grande caratterizza Brolio Bettino.
IMG_6436.jpg825.19 KB IMG_6483.jpg724.12 KB IMG_6490.jpg595.31 KB Poi si entra nella Vinsantaia e la percezione del tempo cambia. I grappoli destinati al Vin Santo vengono sottoposti ad appassimento; successivamente il vino viene affidato ai tradizionali caratelli, dove alcune annate possono rimanere fino a otto anni. È uno degli ambienti più suggestivi: il silenzio e la lentezza dell’affinamento restituiscono una dimensione quasi sospesa, profondamente legata alla tradizione, a pochi passi dal rigore della moderna vinificazione parcellare.
IMG_6441.jpg1.31 MB La degustazione: sei interpretazioni di Brolio
La sequenza parte da Brolio e Brolio Bettino per arrivare alle quattro etichette Gran Selezione 2022. Tre – Colledilà, Roncicone e CeniPrimo – nascono da singoli vigneti e da altrettante matrici geologiche; Castello di Brolio amplia invece la prospettiva riunendo vigneti della parte alta della proprietà.
Brolio 2024 – Chianti Classico DOCG 95% Sangiovese e 5% Colorino, affina per circa nove mesi in tonneaux di secondo e terzo passaggio. Il profilo aromatico è immediato e aperto, con ciliegia e piccoli frutti rossi accompagnati da leggere sfumature floreali. Freschezza e succosità sostengono una struttura agile, dal tannino morbido e ben integrato. Il frutto rimane protagonista sino alla chiusura, piacevole e scorrevole.
Brolio Bettino 2023 – Chianti Classico DOCG 100% Sangiovese, affina per 18 mesi in botte grande. Il frutto acquista profondità, muovendosi verso ciliegia matura e piccoli frutti scuri, con richiami floreali di viola e sottili accenti di erbe. Mostra maggiore struttura rispetto al Brolio 2024: il tannino è vellutato, presente e progressivo, sostenuto da un equilibrio ben definito. La botte grande lascia emergere con chiarezza il Sangiovese, in una lettura più tradizionale e profonda.
Con le etichette Gran Selezione 2022 cambia la prospettiva: stesso vitigno e stessa annata spostano l’attenzione sulle differenze determinate da vigneto, altitudine, esposizione e matrice pedologica.
Colledilà 2022 – Chianti Classico DOCG Gran Selezione Gaiole 100% Sangiovese. Il vigneto si trova a circa 380 metri, esposto a sud-est, sulla formazione di Monte Morello: alberese, con un suolo argilloso-calcareo molto pietroso, ricco di carbonato di calcio e argilla e povero di sostanza organica.
Il frutto rosso è attraversato da richiami di erbe aromatiche, macchia mediterranea e sfumature balsamiche. La struttura è compatta e precisa, sostenuta da un tannino ben definito e da una dinamica continua. La chiusura riprende i registri balsamici e vegetali con equilibrio e persistenza.
Roncicone 2022 – Chianti Classico DOCG Gran Selezione Gaiole 100% Sangiovese. A circa 320 metri, con esposizione sud-est, Roncicone nasce sui depositi marini pliocenici: sabbie e pietre levigate dall’antico mare, con argilla in profondità e un buon contenuto di sostanza organica; in superficie affiorano fossili marini e lignite.
Il frutto si fa più evidente e maturo, accompagnato da erbe aromatiche, pepe e richiami terrosi. La trama tannica assume una consistenza più materica, con una particolare sensazione tattile che richiama il taffetà. Il sorso conserva slancio e sapidità, mentre accenti salini e pepati ne accompagnano la progressione conclusiva.
CeniPrimo 2022 – Chianti Classico DOCG Gran Selezione Gaiole 100% Sangiovese. Il vigneto si trova a circa 300 metri nella valle dell’Arbia, con esposizione sud-ovest, su un antico terrazzo fluviale di età pliocenico-pleistocenica, formato da depositi limosi, poco scheletrici, con presenza di argilla, poco calcarei e poveri di sostanza organica.
Il frutto rosso maturo si intreccia a erbe e spezie, con un tratto piccante che anticipa il carattere gustativo. Il tannino è il più evidente della sequenza, fitto, incisivo e profondamente tattile. L’insieme mantiene energia e succosità, sostenute dalla freschezza e da una speziatura vivace che prolunga la persistenza.
Castello di Brolio 2022 – Chianti Classico DOCG Gran Selezione Gaiole 100% Sangiovese, nasce da una selezione di uve provenienti dai vigneti adiacenti al Castello, compresi fra 400 e 490 metri, che sorgono sulle tre formazioni geologiche del Macigno del Chianti, Scaglia Toscana e Monte Morello, rispettivamente caratterizzate da arenarie, galestro e alberese.
Il profilo aromatico rivela frutto rosso accompagnato da origano, erbe mediterranee e un netto richiamo di pineta, con sfumature balsamiche che ne ampliano la profondità. L’ingresso è elegante e setoso; il tannino accompagna uno sviluppo progressivo, con freschezza ben integrata e una tessitura più levigata rispetto ai tre cru precedenti. In chiusura ritornano le erbe aromatiche e i richiami balsamici.
La sequenza rende evidente l’eterogeneità di Brolio: Colledilà esprime soprattutto precisione e carattere balsamico; Roncicone accentua sapidità e tattilità; CeniPrimo concentra energia, succosità e trama tannica; Castello di Brolio riunisce differenti matrici della parte alta della tenuta in una tessitura più setosa e armonica.
IMG_6499.jpg1.18 MB Dalla ricerca di Bettino alla zonazione contemporanea, dalle diverse tipologie di suolo alle vinificazioni parcellari, cambiano gli strumenti e si approfondisce la conoscenza. Il vino rimane il modo più diretto per leggere la complessità di Brolio.